"^"^^^a t^. ^ 'i .kj^ 4 ^ o /./ / X-C f^U^ I ■ 1 f 1 WB. HARVARD UNIVERSITY fi E II R I 1 • • V - LIBRARY OF THE MUSEUM OF COMPARATIVE ZOÒLOGY i ^r ^m>m 1 1 ù. >U^-'<^' ■VlrXv^-U-:^ f H ^ 2^^ ^^^ r /" \ % t^ V X . OSSERVAZIONI ANATOMICHE. 1 r „..jp r. •^>f w^ XX V,J X ! . V^J X ^ì. i .A i\ * * OSSERVAZIONI ANATOMICHE D/ GIOVANNI CALÙESr ABETINO Intorno alle Tartarughe Marittime^, d'Acqua dolce, e Terreftri. SCI{ITTE 17^ "jT^yf LETTS,If,jt ALL' ILLVSTR.ISS. SIC. FRANCESCO REDI.Mo^ 'UC^'C/ /ti^ic^ IN FIRENZE, MDCLXXXVIL Per Piero Marini , air Infogna del Leon d* Orò CON LICENZA VE' ^FVEKIOKI. .-^' 4Z 'i^t,rc^ ^/^^^^"r;d^-Vr^^a^,f>jr • "»* y'i ^ 4 #*•- •*• * ^ e ••^-' ■»»••" ^pn X .À' - o^-^ A *' " M .^:' \a T ; "li • Vi / t -:».*>. .», .ivi '. .<■ T » « * jk r ■fc «r » !-?^.aV -^•i-l^^^'^'^^- .,x^fc\^t^f<-^ '$à?^ ^^^gt MO HE I L L. SIC. '^l'BLLA mia naturale inclina- zione alla Notomia , ed in quei pochi , e rozzi (ludj ,- che ho potuto applicarvi , fono ftaro fempre aiutato , e favorito dalla cortefe , ed amorevole gentilezza di V. S. Illuftrifs. non folamente con la prudenza delconlìglio^ ma ancora conlagq- nerofirà della mano ^ fomminilhandomi fempr^^ cortefemente tutte quelle forte d' animali , che mi facevano di melliere ,6 che io giornalmente fapeva defiderare: Egli è ben vero, che, per la mia poca abilità 5 poco mi fono approfittato y m,a nulladi* meno , fembrandomi ora d' aver depolla qualche piccola piite delia primiera rozzezza > mi prendo l'ardire di pubbhcar con la fhmpa fotto il di lei ' . A patro- ■Il OSSE'KVAZ, ANATOM. patrocìnio , e con defiderio d'cHer corretto , alcu- ne OlTervazioni , che , come Ella molto ben fa , ho fitte intorno alle Tartarughe di Mare, a quelle d'acqua dolce > ed alle Terrellri . Non pretendo, che quefto lavoro poOfa effer perfetto y ma fola- mente ho intenzione d'appreftare , per maggior f:ìcilità 5 fé non tnttij almeno alcuni materiali, ed una sbozzatura di lavoro a qualche Valentuomo , che dopo di me voìeiTe imprenderlo , in quella ^uifa appunto , che a me facilità non poca ha portato ciocché delle Tartarughe lafciarono fcritto Alano Aurelio ^e^verim nella Zootomia Democritea,G'^^- rardo "Blajìo nella Notomia degli Animali bruti, Monf, Stenone negli Atti Danefi , il "Bartolim nella Lettera ad Oligerìo lacoheoj il Coitero ^ il l^elf ch'io y ^li Accademici di Fariginelh loro celebri memorie , e P'. S. lllHJhif^, ancora, acni piacque di comunicarmi quei fogli di notizie manufcrittey che neTuoi virtuolì , e fami- liari paffatcmpi avea per T addietro notate. Spero, cheElla fia per aggradire, come umilmente la fup- plico, qiieft*atfo riverente del mio oflequìo; ed in- tanto accingendomi all'opera, le dico. Che ho of- fervato, che la Tartaruga, o Teftiiggine di mare è un animale quadrupede amiibio y che può vivere lungo y e lungo tempo fuor dell' acqua , ancorché Gio: lonJìom^ìfcTmì , che fuor dell' acqua ella non poiTa campare lungamente * Si novera tra quei pcici, che da'Pefcatori , con un lor proprio voca- bolo, DI GIOVAlSlNl CALO E SI. % bolo, fon detti pcfci armati , in quella giiifa , che pefci armati fon detti ancora tutti i Teftacei , e Crulhcci tanto marini? che d'acqua dolce: E ver ra mente la Teftuggine marina è armata fui dorfo d'un gufcio, o feudo d'olfo , ficcome ne è armata ancora la Teftuggine d'acqua dolce , e la terrellre; onde con molta ragione a queila terreftre dagli Aretini fi dà il nome di Botta fcudaia , o Bottai fcudellaia , e da' Bolognefi W nome di Bifciafcu- dara per cagione dì que(lo feudo. « Oltre l'armatura dello feudo dei dorfo , anno ancora leTeftu^gini armato il ventre per di fotto con un'altro gufcio fimilc a quello od dorfo , eoa quefta fola differenza , che quel del dorfo è rile- vato 5 e quefto , che arma il ventre è piano , e-» talora qualche poco concavo > come tale 1* anno quafi tutti i mafchi , tanto delle Tartarughe^ d' acqua dolce , che delle terrellri 5 e da queflo medefimo gufcio fi può efìernamente venire in cognizione quali fieno di quelle Tartarughe i ma- fchi , e quali fieno le femmine 5 effendo che i ma- fchi 5 come ho detto , T anno per lo più concavo, e le femmine piano , e forfè anco qualche po- co rilevato. E ficcome quel del dorfo veri(Ii- . 1^ mamcnre fi potrebbe afibmigìiaie ad un pcttab- *^ •* botta, col quale i Corazzieri fi ioglionoarmare il petto ^ cosi queft' altro gulcio, che arnia il ventre delle Tartarughe potrebbe raflomigliarfi a quello A a arnefe # 4 OSSE?, VA Z. ANA TOM. ^ arnefe di ferro, con cui i raedefuTii Corazzieri s' a r-» mano la fchiena . Nelle Tartarughe marine quefte due armature ftanno attaccate inlìeme folamente per via della cute 5 e d' alcune parti cartilaginofe , e non per via dell' unione , o incafttatura degli o(Tì 5 onde facilmente fi polTono feparare . Nelle, Tartarughe - d'acqua dolce s' attaccano e per via della cute , e, per via di due foli fcompartimenti ofTei laterali del gufcio fuperiore , attaccati con due ahri pur laterali del gofcio di fotto, e l'attaccatura eflendo cutanea facilmente fi fepara. Pel contrario nelle Tartarughe terreftri il gu- fcio, o feudo fuperiore con molti più fcomparti- menti oifei laterali , e per piii lungo tratto è for- . remente attaccato col gufcio inferiore con inca- Arature, o ? come le chiamano i Chirurghi , futu- re offee 9 per cagione delle quali non fi pofTono feparare i due gufci fc non con la fega , o con lo fcar- pello, ovvero per mezzo della cottura neiracqua> con la quale facilmente fi feparano • Il gufcio 5 o Icudo fuperiore delle marine efter- namente è tutto veftito , e ricoperto da una fcor- za ? e buccia naturalmente marezzata di diverfi colori 5 pendenti al nero , al bigio , al roflo , al giallo 5 al dorè , i quali più manifedamcnte appa- rifcono, quando il gufcio ha bollito nell' acqua , e che efla buccia eikrna 5' è feparata j conforma.-» facil- VI GIOVANNI CALDESI. 5 facilmente fi fepara , quando è calda , dalle parti oflee di cflb gufcio , alle quali ella ftà attaccata con una maceria tenace , e fimile ad una colla > o gelatina-» . Vna tal buccia, o fcorza nelle Tartarughe ma- rittime è fcompartita manifeftamente in quaran- tadue parti tra maggiori , e minori > e minime , le quali fono proprie divifioni di e(Ta buccia eter- na 5 e non divifioni del gufcio , o feudo olfeo dà quella coperto : Imperocché fé , come diffi di fopra 5 lo feudo fi cuoca nel!' acqua , e da e (io fi fepari la buccia , fi trova eflb feudo fcompartito in cinquantadue fcompartimenti tra grandi, e pic- coli 5 che fono tutti di oflb , e ftanno tutti quan- ti fra di loro uniti , e commeffi con forte incaiira- tura di fottiliffimi , e folti denti ofiei , come ap- punto ftanno tra di loro commeffi gli ofii del era* nio umano per via di future Ta^, i. Fig. i. Oltre i cinquantadue fcompartimenti offei com- ponenti il gufcio di fopra delle Tartarughe marine, ho oflervato in efib gufcio fuperiore diciotto altri fcompartimenti , che non fono d'ofTo , ma bensì, per così dire, di grofle? e dure cartilagini, le qua- li empiono gli fpazi di mezzo tra coltola , e co- ftola , là dove però le collole vanno ad unirfi con gli fcompartimenti of/ei della circonferenza del gufcio. Imperocché , come dirò a fuo luogo , le cottole camminano attaccatele per così dircjinof- late col gufcio fuperiore Ta^, i. tìg. 1. In ^ OSSETJ^AZ. ANATO M. In una Tartaruga marina, che pcfava fcfTanta- Dove libbre 5 auefto gufcio fuperiore pefava un- dici libbre , eci era lungo un braccio , ed un fol- do , e largo diciannove foldi di braccio di mifura; Fiorentina, nella quale il braccio è divifo in venti foldi . Ma il gufcio inferiore arrivava folamente al pefo di quattro libbre , e ott' once > ed era lungo quattordici foldi , e un terzo, e largo quattordici de* medefimi foldi. In una Tartaruga d* acqua dolce- pefante un- dici once , e un quarto , il gufcio fuperiore pefa- va due once , e mezzo , ed era lungo un quarto di braccio , e largo un poco meno del detto quar- to di braccio , ma il gufcio inferiore era lungo uà quinto di braccio ? e largo poco più di tre foldi, e pefava un'oncia , e un' terzo. In una Tartaruga terreftre , che pefava quat* tro libbre , e nov' once , il gufcio fuperiore pefa- va quindici once, ed era lunga poco meno di mez- zo braccio ? ficcome poco meno di mezzo braccio era largo. Il gufcio di ferro , che pefava fei once , era lungo poco più d' un terzo , e largo un quinto di braccio . Il gufcio 5 o feudo fuperiore delle Tartarughe d* acqua dolce è un poco più fpianaroje men con- veflo di quel , che fia quello delle manne , e del- le ter- VI CIOFANNI CALDEST. ^7 le terrellri ^ ed efternamcnte fi è per Io più quafi lifcio 5 e d' un color nericcio , che talvolra pende al capellino , ed al bigio ? e talvolra è picchettato d' un verde fcuro , o d' un verde giallo , e talvol- ta picchettato , e parimente rabefcato di color di mattone; ed oltre di ciò, fi trovano alcune di que- fìe Tartarughe d' acqua dolce , che anno il gufcio tutto fcabrofo, ruvido, e quafi quafi come fé fof- fe efternamenre roficato da qualche verme , o in- tarlato . E fé la buccia efterna nelle Tartarughe—» marine ha quarantadue fcompartimenti , in que- fte d'acqua dolce ne ha folamente trentotto ? fic- ccme pur trentotto ne ha quella delle Tartarughe terrefìri. Ma feparata la buccia efierna , fi trova immediatamente il gufcio tanto nelle terrefìri , quanto in quelle d'acqua dolce comporto di qua- rantotto pezzetti d' ofio uniti tutti con future of- fee^ed entranti l'uno nell'altro con mirabile inca- flratura ; con quefio però d'olfervabile, che que- fìe due forte di gufci delle terreftri , e delle Tar- tarughe d'acqua dolce non anno quegli fcomparti- menti cartibginofi > fituari , come accennai , nel gufcio delle marine tra collola , e collola. Il gufcio porto fotto il ventre delle Tartaru- ghe marine erternauicnte nella buccia per lo più è d'un colore giallo chiaro, ficcome giallo fmontato fi è quello delle terrertn con macchie i^randi , e nere 3 e con macchie pur talvolta nere anco quel- lo del- 8 OSSEl^TAZ. ANATOM. lo delle Tartarughe d' acqua dolce 9 che pur* an- ch eflo qunfi Tempre pende al giallo. E tal buc- cia 5 o fcorza nelle terrellri , ed in quelle d'acqua dolce è fcomparcica in dodici parti , ma nelle ma- rine 5 oltre i dodici fudderti principali fcomparti- menti 5 ve ne fono di più altri fedici. Egli è ben vero ) che tolta via per mez.zo della cottura la^ mentovata buccia , il gufcio oQeo dì tutt* a tre Je raize rimane Tempre ugualmente comporto di no- ve foli offi 5 con queila differenza , che gli odi di qùefto gufcio , che cuopre il ventre delle marine, fon tutti differenti di figura da quegli delle terre- fìri 5 e d'acqua dolce Ta'v, r. Fìg, 5. E di più nelle marine non fon tutti quefti nove pezzi d'o(- fo attaccati infieme dalle future > ma ve ne fono slcwni pezzi atraccati con ifcompartimenti pura- mente cartilaginei , per cagione de* quali i Cuochi bollono elio gufcio nell'acqua, e conia giunta poi d'aromati , e d'altri faporici ingreciienti ne fanno certi loro manicaretti, che da certuni golofamente s* appetifcono. Simili fcompartimenti cartilaginei non s*offer- vano ne poco , ne punto ne' gufci delle Tartaru- ghe terreltri , e ne meno in quegli d' acqua dolce ; cifendo che quefti fon tutti comporti d' offi uniti tutti quanti per via di future , e folamente fi tro- va 5 da chi ben vi guarda , qualche piccolifiGma porzioncella caitilnginofa per ia linea del mezzo Ta'v. I. fig* 5. Ogni VI GIOVANNI CALDE SI. s Ogni Tartaruga dunque di tute' a tre le razze ftà racchiufa nella cavità de' due mentovati gufci foprappofti l'uno all' altro , E perchè quefti gu- fci ftando lateralmente uniti, ed appiccati infieme (come ho detto) lafciano due grandi fquarci aperti. Per lo fqiiarcio , o apertura anteriore , che ha mi- nor circonferenza della pofteriore 5 cavan fuora ? e ritirano in dentro a lor piacimento la tefta , ^_-» le due zampe anteriori , e per 1' apertura polk- riore cavano fuori la coda , e le ckie zampe pofte- riori 5 con quefta differenza 5 che le Tartarughe manne tengono Tempre il capo fuor del gufcio ; perche il lor capo è molto più groffo del vano dell'apertura anteriore di effo gufcio , e non ve lo poflom) rirr.piattare , come profondamente ve Io rimpiattano le terreftri , e quelle d' acqua dolce j cnde appreflo d'Apuleio quel]' Arinomene , ch«^ nel cadere dal fuo letticciuolo vi reftò di fotte tutto rinvolto 5 e ricoperto come un fegatello ,5' eb- be riguardo a quefte òuq ultim.e razze di Tartaru- ghe 5 parmi 5 che parlade con molta proprietà » qu a n d o d i (Te de Ariftomene Tefludo fa Bus, Il colore efterno della pelle , che nelle Tarta- rughe marine ricuopre tutte quelle parti , che non fon ricoperte dal gufcio è un colore -» per lo più, ceciato ludicio , in alcuni luoghi più chiaro 5 e di- lavato, ed in altri più accefo, e talvolta piùfcuro. Il colore della pelle delle Tartarughe d' acqua B dolce 15 OSSEl^FAZ. ANATOM. dolce è nero tutto qiianto , e picchettato dr mac- chie gialle accefiffìfne > e talvolta raaciate j deche il capo , e la coda fembrano un capo , ed una co- da di ferpe. In oltre la pelle è feminata dì piccole fquammette , e particolarmente nelle zampe , c-^ ncllacoda» Ho detto piccole fquammette , perche le fquamme della pelle gialliccia delle Tartarughe ter- reilrifono molto più grandi ^ e groffe ^e molto pili dure, e (Tendo veramente db fio petali grandi fquam* me fono m maggior numero nelle zampe anterio* ri 5 che nelle pofteriori , e fempre le più grandi fituate in quella parte di effe z,ampe> che nel cam- minare rocca la terra , Ciafcuna di quelie fquamme più grofife , e ri* levate delle Teftuggini terreltri è veibra della fua propria guaina , come avviene nell' unghie delle inedefmic Tartarughe y e nell'unghie di tutti i vo- latili» La parte fuperiore del capo di tntt'a tre le-r forte di Tefìnggini eternamente è veftita di pelle con ifcompartiraenti fimili a q^uegli del gufcio del dorfor L* offo de! cranio nelle Tartarughe manne è compofto di nove offi uniti, ed attaccati permez^- 20 delle future , che fon più maniféfte > e vifibili in cG& marittime di quel , che fi fieno nell' altrei-» due razze, nelle quali le mentovate future difficile mente fi nianifeftano air occhio , fé il cranio non ii fac* DI GIOVANNI CALDESI. ti fi faccia prima bollire nell* acqua , e fé non (i fé- parino le future fubito , che il cranio è cavato ciair acqua bollente. E Ai più mi convien dire-j, che il cranio delle Tartarughe terrcihi ha minor quantità di fcompartimenti di quello, che s'abbia il cranio delle marine , e di quelle d' acqua dolce • In veruna generazione di Tartarui^he non s'of- fervano mai , ne mai fi trovano i forami efterni dell' udito 5 imperocché vengono quefH efatta- niente ricoperti , e ben chiù fi dalla pelle , che ve- fte il capo 5 ben'è vero, che toccando , e premen- do nelle Tcfhiggini quella parte, dove fuorelTcre firuato negli altri animali il forame dell' orecchio, fi conofce manifeftamente elTervi fottola pelle una cavità , come in effetto ella vi è ; e fi fcuopre-» quando col coltello s' è feparata detta pelle 5 e ciò fatto, fi trova un largo forame nell'oflo, che viea di nuovo chiufo,e figiilato danna trafparente car- tilagine, quafi rotonda, che nelle Tartarughe di mare per efiere molto più convefl'a fi rende fi mile al cappello d' un fungo col fuo gambo , e queffa cosi fatta cartilagine i\ì efattamente attaccata in- torno intorno alla circonferenza del forame per mezzo d'una fottiliflima membranuzza, onde toc- cata gentilmente con una tenta s'abbafla, e s'inal- za fecondo , che più , o meno fi preme. Nel fe- parare dal forame quefia cartilagine fi trova efiere col fuo gambo anche per di fotto attaccata alla-. B z punta i fi OSSE^AZ. ANATOMIA punta d' un foctiliffimo fìiletto di offe molto mo- bile 5 che efce fuori da un forame , che fi trova fi- tuato quafinelmcz.zo del fondo della cavità dell'u- dito 5 là dove fi fuolc oflervare un piccolo rifalto d'oflb5che pare in un certo modo, che ferva quali quafi a fcompartire in due celle la caverna aurico- lare . Qncftofoprammentovato Riletto d'odo paf- faro, che ha traverfalmente il fuddetto forame 5 va con r altra fua eftremità fempre più allargandofi come una piccola trombetta Ta%f, 2, Fig. 1 1. \tu» quale termina in una fua propria cavità porta ap- punto dopo la caverna auricolare , e quivi quella trombetta ferra , e chiude un' altro forame , alla__» circonferenza del quale ella ftà attaccata per mez.- 2.0 d' una fottilifiìma membrana . Quefto forame ferrato dalla trombetta corrifponde dentro un' al* tra caverna anfrattuofa, per la quale palTa il nervo dell'udito 5 onde a quefto ftiletto d' ofso già de- fcritto fatto a foggia di piccola tromba , ed alla membrana fuddetta cartilaginoia m'ardirei di dare il nome di timpano 5 e di martello dell'udito. Ma a che cola mai fervirebbè la caverna auri- colare nelle Tartarughe con quefti arnefi dentro piantati , e pofti dalla natura 5 fé non vi fofse un forame 5 che poiefse dentro introdurre T aria_# per formare il fuono? Certo è , che il tutto fareb- be ftato inutile 5 fé la Divina Providenz,a nonavef- fe fomminiftrato in altra parte qualche forame » per dgve l'aria potelfc ricevere TingrelTot Due \ D/ GIOVANNI CALDESI. 13 Due larghe feflure adunque s' ofservano nel palaro, come avviene neiruomo , ed in mole altri animali pofte in vicinanza dell articolazione delle due mandibuleje cialcheduna di quefte due felTure termina in un forame > il qual forame sbocca im- mediatamente dentro la cavità dell' udito , dirim- petto appunto air eftremità del fopraccennato fti- lettOjdove col fuo gambo fta attaccata la fopram- mentovata cartilagine. Onde dell' aria , che entra in bocca delle Tartarughe ne pafìfa una parte ia^ quefte feflure , e da quefte felTure fi porta dentro il fuddetto forame 5 e dal forame pafta dentro la caverna auricolare , dove immediatamente per- cuote la punta dello ftilett0 5e percuotendo quefta parte, viene neir iftefìb tempo ad efter mofl"a V al- tra eftremità dello ftiletto fatta a fo^^ia di trom^ ba 5 e viene ancora a muoverfi la membrana car- tilaginofa , e per confeguenza a farfi T udito. Chi non volefle però dire, che l'aria premendojC per- cuotendo efternaraente con un pò più della folica forza quella pelle 5 che cuopre , e ferra il foram^--i deir orecchie pofsa aver valeggio di produrre il fuono dentro la caverna. I due forami efterni delle narici in tutte le rar.- ze di Tartarughe fono rotondi, e piccoli , e parti- colarmente in quelle d'acqua dolce , e fon iituaci nella punta del mufo > e riipondono in due grandi caverne ripiene tutte di foccilillìmè lamelle accar*. toccia- f4 OSSE\FAZ. ANATOAf. cocciate , corrifpondenti in due forami aperti nel palato , ed in effe lamelle entrano , e fi diramano idue nervi olfattori. La cavità offea , dove fìà collocato Y occhio della Teftuggine marina è molto grande i e di effa cavità è molto , e molto minore lo fquarcio delle palpebre 5 delle quali palpebre l'inferiore è molto più groffa 5 e polputa della fuperiore , e quefta fuperiore fotto 1' eilerno lembo ha una guarnitura come fatta a merluizi. Vogliono alcuni, che l'occhio della Tartaruga terreftre non abbia fé non la palpebra inferiore, ma la verità fi è , eh' egli è dotato e della inferio- re , e della fuperiore ; ben' è vero , che la fupe- riore non è moffa con quella velocità , con la qua- le muovefi r inferiore , la qual' inferiore nel ferrar l'occhio 5 fi può dire , che lo cuopra tutto. Negli occhi della Telluggine marittima Ci tro- va la membrana nittitante , la quale non ricuopre tutto l'occhio? come fa la membrana nittitante de- gli uccelli, ma ne ricuopre folamente poco più della metà , come fuole avvenire in molte razze di quadrupedi. Nel fuo lembo eikrno è orlata di nero , e con le due edremità laterali di efso lem- bo ftà lateralmente attaccata a mezzo la circonfe- renza del globo dell'occhio ^ e ciafcuna di quefle due attaccature vien fiancheggiata da un fottiliffi- mo tendinetto 5 e quelti due cendinecti s'unifcono pofcia -*^ DI GIOVANNI CALDESI 15 pofcia in fol rendine j il quale con la fua lunghez- za paffando fotto la minore di quelle due glandule dell occhio , delle quali parlerò qui apprelfo , va ad unirfi al fuo proprio, e lungo mufcolo, fituato a canto al mufcolo fufpenforio deli* occhio mede- fimo Ta^. 8. fì^. p. Ma la membrana nittirante delle Tartarughe d'acqua dolce 5 e delle terreftri arriva a cuoprire tutto r occhio , ed è mofsa con gran velocità dall'angolo interno dell'occhio all'angolo eiìerno, come avviene negli uccelli , avendo i fuoi proprj nmfcoli 5 e tendini Ta^, 8. /'/>. 1 1. Da chi bene v'ofserva due forami fi trovano efternamente aperti negli angoli dell' occhio delle Tartarughe marine 5 uno maggiore 5 ed aperto nell' angolo ellerno di efso occhio , V altro minore 5 ed aperto nell' angolo interno 5 e tute' a due fono l'aper*» ture di due canali efcretori provenienti da due glan- dulejufia maggiore^ e r altra minore. La maggiore ftà fituata nell'angolo efierno^ed è un'ammafsamento di moltiffime glandule , maggiori de' granelli del grano , e fono ancor' efse ammafsamenti d'infini- te altre minime glandulette , ciafcuna delle quali minime glandulette ha il fuo fottililTìmo canaletto efcretorio^equelìi tanti fottiliffimi canaletti efcre- torj vanno ad entrare in un grofso canale , chi^ sbocca poi fuor dell' occhio per quel forame più grande > che > come ho detto , li trova aperto nellan- i6 OSSE'^AZ. ANATOM. nelFangolo eftcrno diefso occhione per efso cfcon fuora le lagrime , o altro fimile fluido. Di quella mentovata gianduia , che in una Tartaruga di fef- fantanove libbre peHiva cinque ottavi d'oncia, ed in un' altra di fcttanfette libbre arrivava al pefo di fei ottavi d'oncia > fattane una diligente Teparaz-io- ne anatomica , fé ne rapprefenta Ja figura nella.^ Ta'v. 8. F/f. 7. La ojandula minore è fituata nell'angolo in- terno dell'occhio 5 compofla di minutiffime glan- dulctte 5 i piccoli canaletti delle quali formano un piccolo canale maefiro 5 il quale termina in quel forame minore, aperto, come diffi, nel medefimo angolo interno dell' occhio fotto la membrana_j nittitante. Gli occhi delle Tartarughe tcrrellri , e d' acqua dolce fono ancor' effi corredati propor- zionatamente di quefte due medefime glandule. Il forame eternamente apparente della tunica uvea dell'occhio della Tefìuggine marina è perfet- tamente ritondo 5 e nello Itato naturale maraviglio- famente cosi piccolo, che in Telluggine di fetran- fctte libbre appena arrivava alla grandezza d' un granello di miglio. L'iride deli' occhio delle Tartarughe d' acqua dolce per lo più è gialla con i fcompartimenti vi- cendevoli di color nero, e talvolta di fcorza di ca- ftagna matura, nel mezzo di cui è funata h pupil- la , per lo più , di color nero, ficcomc anche di color VI GIOVANNI CALDESI 17 color nero è quella delle Tartarughe terreftri , e quella delle marine , ancorché TE^Z/^wa tó.4. cap, 28. • affermi la pupilla di efse marine efsere candididi- ma j e fplendidilTìma. Le tuniche dell'occhio fon cinque » e fette fo- ro i mufcoli , tra' quali è comprefo il mufcolo fu- fpenforio , che è il mago;iore dì tutti , e circonda il nervo ottico ; e ài più vi fono gli altri mufcoli appartenenti ^lla membrana nittitante » de quali ho favellato di fopra. Gli umori fono tre al folito degli occhi di tut- ti gli altri animali , cioè T aqueo , il vitreo , ed il criftallino, il quale pure al folito è incaft rato den- tro il vitreo, e fermatovi da fuoi ligamenti ciliarjV 11 fuddetto criftallino è petfettamentc sferico , e diafano , e, quando è crudo, fé venga tagliato , e divifo in più parti , non perde la fua trafparcnza» ne fi conofce tatto a lamelle , come fuole avvenire in quello de' pefci : Anzi il criftallino delle Tar- tarughe d'acqua dolce premuto fra le dita , per Io più , fé ne va fubito in un* acqua , o vifchio tra- iparente 5 (imi le a quello , che fi racchiude nelle verdi coccole del viichio , che nafce > e fi ramifica fopra gli alberi de' Mandorli. Grande s' offerva in tutt* a tre le razze delle Tartarughe l'apertura , o fquarcio della bocca ; e l'oflo delle mafcelle inferiori nelle Tartarughe ma- rine non è divifo in due parti , come , per lo più ) C fuol'ef. i8 OSSE-^VAZ. ANATOM fuol' eflere quello d' altri animali , ma è d' un fol pezzo 5 e tutto quanto veftiro , e ricoperto d' una guaina duriffìma in quella guifa appunto , che fon vcftite l'unghie de' quadrupedi , e de' volatili : I lembi raglienti di tal guaina fon fotti a foggia di fega con minutiflimi denti , e quafi non vifibili a chi bene non vi pon mente. L'oiTo delle mafcelle fuperiori ancor* eflb è ve- fiito della fuddetta guaina duriflìma , ancor' eflkj co' Tuoi lembi caglienti fatti a fega; ma con i denti della fega meno cofpicui di quegli della guaina del- le mafcelle inferiori ; anzi in alcune Tartarughe marine non fé ne vede veftigio veruno , ficcomc vedigio veruno di fega non s'offerva mai nell«-# Tartarughe d'acqua dolce : E pel contrario nella guaina delle mafcelle tanto fuperiori , che inferio- ri delle Tartarughe terreftri i denti della fega fono molto più maniferti, e vifibili di quegli delle Tar- tarughe di mare ; Ed oltre di ciò nelle terreftri ho oflervato di vantaggio, che elle anno in bocca tan- to nelle mafcelle fuperiori, che nell' inferiori un'al- tro nuovo ordine di denti di fega maggiori per Io più, e pili cofpicui di quegli del lembo delle guai- ne5Ìl quarordinefinoadora non ho potuto mai of- fcrvare nelle marittime , e ne meno in quello d'acqua dolce . Ho ben' oHervato efser comune a tutte tre le razze di Tartarughe? che , quando una Tartaruga (err^ la boccali lembi taglienti delle ma- fcelle DI GIOVANNI CALDE SI. ip fcellc non s'incontrano ; ma quegli delle mnfcelle fu periori 5 efsendo di maggior circonferenza , cingo- no intorno intorno quegli delle mafcelle inferiori , • € fi foprappongono ad effi > come fa il coperchio alla fcatola. La Tartaruga marina ha il collo afsaì corto • Molto più lungo, data la proporzione, lo anno le cerreftri i e delle terreliri molto più lungo quelle d'acqua dolce. Otto fono le vertebre del collo della Tartaru- ga marina, ficcome otto fon quelle della terreftre, e quelle ancora della Tartaruga d' acqua dolce . Nove fono le vertebre del dorfo,ed ogni ver- tebra ha il fuo paio di coftole (lefe , e attaccate al gufcio fuperiore , e vanno quefte cortole dal mez- xodiefsogufcio fino alla fna circonferenza T'iei/. r. Fig, 2. eccetto, che il primo paio, eh' è più vicino al collo , le di cui cofì;ole corriilìme , e piccoliffi- me non fono attaccate > ne inofsate col gufcio. La coda delle Tartarughe marme , e partico- larmente delle femmine è cortifFIma 5 ed appena appena la fua efl:remità pafsa il lembo del gufcio, ed è comi porta di ventidue vertebre. Quella delle Tartarughe terreftrije particolarmente ne'mafchi, non è tanto corta , ed è comporta di diciannove vertebre ; ma in quelle d' acqua dolce è molto , e molto più lunga , e nell' eftremità fottilirtima , ed è comporta di trentatre vertebre . C % Tutte io OSSETJ^'AZ. ANATOM. Tutte le Tartarughe tengono la coda quafi fempre rivolta , e rannicchiata dentro il gufcio , o nella parte deitra , o nella finiftra j ma quando camminano la portano diitefa , e ciò più manife- Imamente s' ofserva in quelle d'acqua dolce. In oltre la coda delle Teftuggini terreftri tal- volta è armata nella fua punta , o eftremità d* un ofso duro 5 fimile all' unghie medefime grofsotto , ed ottufo in punta, e quelVofso fi fgufcia per così dire 5 e fi fepara dall' edema guaina ? come ho det- to di fopra^che fi fgufciano le fquamme ofsee del- la gamba , e le unghie ancora , ogni qual volta che fieno bollite nell'acqua. Le due zampe anteriori , e le due pofleriori della Tartaruga marina rafsembrano più tofto pale di remi malfatti , e rozzamente intagliati ; o per dir meglio anno efternamente qualche poco di fi- jniglianza con le pinne de' pefci cartilaginei 5 ma contuttociò fotto refierno della pelle racchiudono gli odi? e le articolazioni di tutte le dita, e tutti gli altri foliti odi della mano 5 e del piede , che anno qualche fimilicudine a quegli dell' uomo Ta^, 3. fi^. I. e 5. Ne di mano? ne dì piede fi vede efter- namente altro contrafse^nojfe non che oc^ni zam- pa tanto anteriore , che pofteriore è corredata nel lato interno di due fole unghie non uncinate , una siaggiorc 5 che ha la figura d'un cono , l'altra mi- nore > ch'è fchiacciata j e piai^ . La maggiore è quella DI GIOVANNI CALDESI. 21 quella , che nelle zampe anteriori è più vicina alla fpalla 5 e nelle pofteriori è più vicina alla cofcia; e la minore è quella 5 eh* è più vicina aireftremicà della zampa , onde quella maggiore è del di- to pollice 5 e quefta minore dell'indice per valer- mi di tal nome , e le zampe anteriori fono Tempre più lunghe delle pofteriori. Pel contrario nelle Tartarughe d'acqua dolce, e nelle terreftri le zampe anteriori fono più corte delle pofteriori , ma in verità tutte le zampe di quelle d'acqua dolce fono ancora più lunghette di quelle delle terreftri . E quefte d'acqua dolce tan- to anteriori, che pofteriori apparifcono all'occhio molto bene diftinte ne loro diti > che fono uniti , ed attaccati infieme 5 come avviene negli uccelli palmipedi con una membrana nera, e nel fuo lem- bo intagliata a merluzzi : E fé la Tartaruga ter- reftre con le fue zampe goffe , e malfatte fuol per lo più efser pigra nel moto 5 la Tartaruga d'acqua dolce 5 con le fue zampe ben formate , cammma più kfta 5 e vifpa Come ^aga dof^zelhtta y che fpofata amor non è . Non apparifcono già i diti così diftinti nelle zampe delle Tartarughe terreftri > che come ho detto 5 le anno così goffe , e con una certa fpro- porzione di grolTezza maccianghcrejcben tarchia- te , e tutte fcagliofe di grandi , groffe ^ e durefca- glie 22 OSSE\rAZ. ANATOM. glie d'ofib, vcftitc che' ftà volta verfo 1ì_. terra . Voglio accennare ancora , che gli offi delle Tartarughe marine , cioè il femore , e tutti quanti i fucili nella loro interna cavità non anno midollo alcuno 5 ma fono offi fpugnofi^e quafi folidi. Egli è ben vero 5 che nelle loro eftremità fi trova qual- che apparenza di midollo di color dorè non fodo, ma alquanto fluido , e per così dire , unguentato ; il che fi trova parimente nelle Tartarughe d'acqua dolce 5 ma è molto più fluido di quello delle ma- rino . Gli offi delle Tartarughe t^rreftri fono an- ch' effi internamente fenza punto di midollo , quafi totalmente folidi , eccetto alcuni ^chc potreb- bonfi dire un poco fpugnofi di fpugnofità denfa 9 e duriffima • Avendo fin qui defcritto così rozzamente 1* c- flerno delle Tartarughe con parte della loro ofteo- logia 1 mi conviene ora far paflaggio alla confide- razione delle vifcere. Tolto via adunque il gufcio inferiore, la prima cofa,che apparifce coltre imufcoli dcftinati al mo- to delle quattro zampe 5 e dell' addomine 5 fi è il peritoneo aflai forte , e robufto 5 e della fi:efla fu- itanza de peritonei degli altri animali quadrupedi. Ndla 24 OSSEI^FAZ. ANATOM. Nella fua fuperfìcie cfl-erna ho ofTcrvato nelle Tartarughe tcrrclìri , che fcorrono r'tìe vene pa- ralelle , una delle quali è firuara ncll' ipocondrio deftroje l'altra nell'ipocondrio ilnidro. Ciafcuna di quefte due vene , verfo la parte , che guarda il capo , è fcompartita in tre principali rami , uno de quali viene dal fegaro , e gli altri di\Q cingono a foggia di corona i mufcoli della zampa anterio- re. Lemedefime due fuddette vene paralelle, ver- fo la parte , che riguarda la coda , s unifcono in- Cerne , e dividendoli pofcia di nuovo in più rami, vanno con alcuni di effi ad impiantarfi ne mufcoli delle zampe di dietro; e con gli altri fcorrono ver- fo r altre parti inferiori Ta'v. 7. Fig, 5, Aperto il peritoneo ,' fi vede immediatamente il fegato 5 ed il canale degli alimenti , il qual cana- le nelle Tartarughe marine mifurato dal principio delfefofago fino all'eflremità dell' interino retto, che fa capo nella cloaca, fi rende più lungo, e più corto, fecondo? che maggiore, o minore è la Tar- taruga. '^ In una , che pefava fettanranove h'bbre era_» lunpro dicci braccia ? e mezzo : in un altra dì tei-* tanfèrte libbre fu lungo dieci braccia , e un terzo: in un cl.ra di fefl'anta hbbre f oflervai lungo per appunto dieci braccia : e finalmente in un altra ó\ quindici libbre fu lungo fette braccia , e mezzo di mifura Fiorentina 4 L'efo- VI GIOVANNI CALDESI. aj L' efofago di quefte Tartarughe marine è \n* ternamente temperato di fokidimi aculei , o pun- giglioni in foggia di cono , di diverfe grandezze ^ cioè maggiori, minori? e minimi confufamente fra di loro porti 5 e mefcolati;eflendo nella loro ampia bafe > o attaccatura molli , teneri 9 e boffici , ma in punta acutiflimi? duri,. e pungenti, e fono pro- prj della tunica interna deli' efotago , e tutti pieni d' una carne bianca mufcolofa , eh' è come un ri* falto , o cfpanfione della feconda tunica del mede- fimo efofago, la qual feconda tunica è mufcolofa i e tutto quefto molto ben fi ravvifa, quando l'efo- £ìgo è feccato, e che fi fepara la prima interna fua tunica dalla feconda ; imperocché i fuddetti acuf lei, o pungiglioni reftano attaccati ad efla prima runica interna , come tante guaine vote , e fcana* late . Ed il loro interno mufcolofo , effendo gii rafciutto , e ringrinzito , rimane attaccato alla fé* conda fua propria tunica ; onde feparata qualche porzione di quefta prima interna tunica , e pofcia mirata da quella banda , con la quale (lava atcac- cara alla fua tunica compagna , fi fcorge tutta tra^ forata per l'apertura della bafe (ie* pungiglioni con qualche fomiglianza a favi della cera , ne' quah fi è rafciutto il mele Ta^, 4. Fig, 8. Cominciano quefti pungiglioni appunto allo fquarcio della kringe con un fol' ordine , o linea retta , che fola cammina verfo lo ftomaco ? ed ia D tale ^6 .OSSE'^AZ. ANATOM. tale linea fi fogliono numerare folamcntefei^o fet- te , e talvolta otto pungiglioni , il primo de' quali vicino allo fquarcio della laringe è il minore di tut-* ti 5 e gli altri fuccc divamente un dopo l'altro fi fcorgono maggiori, fino che l'ultimo ò'\ elTì arriva là dove tutta quanta la fuperficie dell' efofago è confafamente temperata , e veftita d' altri fimili e maggiori , e minori pungiglioni. Continua l' efo- fago ad efferne tutto ricoperto , eccettoche là dove egli comincia ad avvici narfi allo rtomaco : Imperocché quivi ha uno fpaiio di tre dita traver-^ fé totalmente privo de'fuddetti pungiglioni; ed in lor vece egli è rugofo di rughe molto rilevate dal piano 5 e quwifi quali reticolati fenz* ordine j ma po- fcia l'efofago avvicinandofi un poco più allo fto- rnaco, fi correda ó\ nuovo per lo fpa^io d'un pol- lice traverfo , d'altri nuovi pungiglioni , con que- lla differenza ? che quefti del fine dell' efofago non fon duri nella loro eftremità , ne pungenti > fé non quando fon feccati , ma per lor naturalezza fon^ menci , e flofci , e fi rafibmigliano a quegli della bocca di molte razze d'Animali ruminanti. Tra quefti flofci pungiglioni del fin dell* efo- fago fon tramif:hiate alcune glandule quafi riton- de 5 e della grandezza delie vecce . E (il tali gbn- dule ne vien poi un'ordine nuovo fenza mefcolan- za ò'\ pungiglioni , che dura finché Y efofago s'at- tacca , e s' iotcrna con lo flomaco i e quelle cosi fitte VT GIOVANNI CALDESh 17 Mtre glandule ftanno fofpefe con i loro canali mcV nifeftamcnte cofpicui Ta^,^^, Fìg. i. del rcfto tut- ti i foprammentovati pungiglioni fon così fatta- mente fituati giù per refofago , che voltano le Io* ro punte verfo lo ftomaco ; onde facilmente la- fcian paflare tuttociòjche dalla bocca dee far paf- faggio nello ftomaco: Ma pofìbno fortemente im- pedire tutto ciò , che dallo ftomaco voleffe torna- re verfo la bocca . Mano Aurelio Severino pensò , che il loro ufiiio fofte lo fminuz-xare, e tritare i ci- bi più duri ; ma io ho trovato foventemente ne- gli ftomachi delle medefi me Tartarughe , e nelle loro budella pezzi grortìffimi di Polpo , e di pe- fce Calamaio , fegno manifefto , che la Tartaruga- marina inghiottifce intero tutto quello , che dagli offi taglienti delle mafcelle non è ftato fpezzato : oltreché quei pungiglioni non fon cotanto duri, che abbiano valeggio di poter ftritolare , le cof(L-i dure , ancorché fieno fiancheggiati dalla preffione di alcuni forti , e robufti mufcoli , da' quali , per cosi dire , vengon foderate le parti laterali etìcrne dell' efofago . Negli efofaghì poi delle Tartarughe d* acqua dolce 5 e delle Tartarughe terreftri non fi trovano mai quefti pungiglioni ; Ma quefte razze d'efofa- ghi anno di comune tra di loro , che tutt' a tre , e particolarmente nellor principio fon larghiftimi , ^ molto più j che non parrebbe , die convenire D % alla a8 .OSSE'RJ^AZ. ANATOJlf. "^ alla grandezza, e piccolezza de' medefimi animalfJ Anno ancora dì connune , che alle loro parti late- rali eterne tra le ramificazioni dtll' arteria carotÌ-< de ftanno attaccate quelle due folite glandule, che fi trovano attaccare agli efofaghi degli altri aniniali quadrupedi, •' :^^ Lo ftomaco delle Tartarughe marine nella fuz figura ha foiriglianza con quello degli uonnini, ne; è n.olto didimile da quello de' Cani » E'compoi^Oi di quattro tuniche y ficcome ancora di quattro tu*> KÌche fon compofli gli ftornachi delle Tartan ghe) d'acqua dolce ? e delle terreftri , cioè della tunic^j membranofa , della niufcolofa , della gìandulofa ^ e della vellutata. La gìandulofa è tutta tempefta-; ta d'infinite glandulette minutiffirae , la membra-s* Rofa è compofìa di fibre per Io più longitudinali j> la mufcolofa di fibre tutte circolari, uic » L'interno por dello ftofnaco delle Tartarughe marine , e particolarmente verfo la foce dell efo** fago r è pieno di rughe longitudinali con qualche celletta per Io più di figura efagona : Ma nel fuo fondo verfo il piloro trovafi per io più totalmeii-t) le lifcio. In alcuni ftornachi delle marine non ho trova-? to altro 5 che molta acqua con una gran quantità- di m.occicaia bianca , e vifcofiffima. Ma nello fto-; Riaco d' una Tartaruga notomizzata del mefe dii Febbraio ^ come V. S. illuftrifs. bea fi ricorderà , trovai VI GTOrANNl CALDESI. 19 trovai una gran quantità di pezzi di pefce Cala- maio' » e di Polpo infiemc con un liquore comc^ rodo , dal qual liquore non folamente era tinta ? e macchiata tutta la fupcrficie interna delle ftomaco, c.grah parte di quella de primi intcftini , ma an- cora erano tinti tutti quei pezzi del Calamaio, e del Polpo . Forfè il liquor nero del Calamaio > e del Polpo ingollato dalla Teftuggine , e miefcolato con gli acidi dello ftomaco, fi era cangiato in rof- fo. Debbo nulladimeno dire per la verità , che mefeolato da me il liquor nero d' un pefce Cala- maio 5 coir agro di limone non volle mai diven- tar roflb j ficcome non diventò mai roffo mefco- lato con lo Spirito di Vetriuolo , e con 1' Olio di Tartaro . Forfè i fughi fp remuri delle glandu- Ictte dello ftomaco delle Tartarughe marine fon difFerend dal fugo acido de' limoni , e da' fud- detti acidi , ed anno altra , e più potente attività, ovvero le carni de* mentovati pefci con la cottura arroflifcono , come talvolta moiira l'efperienza-.. In tempo di verno gli ftomachi delle Tartarughe d'acqua dolce gli ho fem,pre veduti totalmente vo- ti d'ogni fotta di mangiamento ; onde tengo per fermo,che di verno non mangino mai, mane'me'- fi 5 neVquali mangiano pofìb dire per efperienza» che fono golofiffime de Lombrichi , e fé gli fono mangiati a batufìbli 9 e con grandiffìma avidità , quando da me gli fono (lati fomminiftrati per ali- iiiciuo. Nella 30 OSSEI{rAZ. ANATOM. Nella cavità interna dello florriaco d' una di quefìe Tefìiiggini d' acqua dolce trovai una volta fei piccole efulcerazionijcomc di fci piccoli afceflì rotti 5 e non bene ancora purgati , perchè conte- nevano qualche refiduo d una certa materia limile alle caftagne fecche mafticate , della quale materia ne trovai ancora duegrumetti nell'inteitino colon. Oltre a fuddetti fei afceflì rotti, vi era ancora nel' Io ftomaco il fettimo afceffo non aperto » ne rot- tole racchiudeva la ^effa maceria degli altri fei ^ ma fé le Tartarughe d'acqua dolce non mangiano in tempo di Verno , egli e cofa certa , che ne meno le Tartarughe terrellri mangiano. Anzi quefte fc lafciano il mangiare in tempo d'Autunno , non lo fogliono ripigliare , fé non dopo il principio della Primavera ; e fono talmente fofltrenti il digiuno, che V.S. Illuftrifs. fi potrà ricordare, che Ellafl:ef- fa ne ha mantenute vive alcune per diciotto mefi continui fenza bere ? e fenia mangiare avendolc-i tenute così fattamente Iellate nel mezzo d' una ftan* za > che ne m.eno potevano accoftarfi agli angoli, ed alle mura della medefima ftanza. Il canale degl'inteibni nelle Tartarughe di ma- re è anch' eflb compofto di quattro tuniche -> co- me lo ftomaco > e la tunica mufcolofa è tutta in- tefiuta di fibre circolari , come ho detto cfìerc.-» quella dello ftomaco , per mezzo le quali fi fa ne-; gli iaceftini- quel moto vermiculare, chiamato co*» muoe- m GIOVANNI CALDESI. 31 munemente periftaltfco. La tunica membranofa è comporta di fibre longitudinali* La tunica glandu- lofa è abbondanriffima di glanduletre , delle quali glandulette fé ne fcorgono talvolta con l'occhio in alcuni luoghi alcune piazzette , o mucchi di diffe- renti figure Ta'v, 4. Fig, 7. E fimili piazzette, 9 iTiucchi di glandule mi furono fatte offervare la^ prima volta dal Celeberrimo Anatomico sig. Lo^ renzjy bellini gloria della noftra Italia, nell'interna fuperficie degl' inccftini della Foca , o Vitello marino. Quefto canale degl* inteftini delle Tartarughe di mare cominciando dal piloro per una notabile lunghezza fuol' eflere di parietigroffisfimc; pofcia per un'alrra notabile lunghezza faflì di parieti fot- tihflfìme ; ma avvicinandofi air inteftino retto , le parieti ricominciano ad ingroffare , come facevano jn vicinanza dello ftomaco , onde quelle dclF in- teftino apparifcono grofle quafi quanto quelle del duodeno . La fuperficie poi interna della tunica vellutata fa diverle figure, e moftre : Imperocché principiando dal piloro per lungo tratto è fatta a cellette 5 pofcia fa lunghe pieghe rilevate , quindi quefte pieghe rilevate dal piano s'increfpano con beirordme, come a lattughe, che appoco appoco diventano come folti fili dell'ordito d'una tela, ed anco talvolta d* una rete ; pofcia ritornano a far lunghe pieghe rilevate dal piano ? ma più larghe-i» "dell^ 31 OSSEI{FAZ. ANATOM. flclle prime fud dette , e finalmente verfo T eflre» mità ritornano alla figura de fili d* una tela.... Il Dotn(\ìmo Alano Aurelio Sez^emo attribuifce alle Tartarughe terrcftri due inteftini ciechi , come per appunto anno le Galline y ed altri volatili, ma io fino ad ora in tante 9 e tante Tartarughe terre- ftri j d'acqua dolce , e marine da me aperte noti gli ho mai potuti vedere. Egli è però vero , che in tutte quelle d'acqua dolce, tanto femmine > ch^ mafchi 5 ho offervate Tempre due vefciche mcnrr branufe , dure sì , ma quali trafparenti , le quali mettono in mexzo la vefcica urinaria, e i'inteftina retto , e sboccano nell' eftremità di eflb inteftino retto, o per dir meglio, sboccano nella di lui cloa- ca > che è fimile a quella degli uccelli , e vi sboc- cano con bocche cosi larghe , e aperte , che mefìb il fifone in efia cloaca 9 e datogli il fiato , fijbito quelle due vefciche gonfiano , e moftrano aperta- mente d' efler maggiori della vefcica urinaria , t-i d' edere di figura fimile all' uova di PoUafira Twv, 4. Dentro quefte vefciche per lo più non fi tro- va alcuna forca di fluido , ne alcuna porzione d'a- ria manifefia , o di materia folida , ma per lo più ritrovano vote. Egli e ben vero , che alcune po- chiflime volte vi ho veduta qualche poca di quelU ftcflk materia , che fuol contentrfi nclk cloaca j e di più VI GIOVANNI CALDE SI. sì di più una fola volta vidi , che una di quefte due vefciche era tutta piena pienifTìma dì cerca mate- ria fofca , putredinofa > e corrotta , dalla qual ma- teria venivano dilatate le tuniche talmente , ch(i^ efia vefcica era molto più grofla della compagna, eraflembrava un grroflb tumore col foUicolo. A qual fine fervano quefte duQ vefciche, e pei* qual cagione la natura le abbia fatte io non faprei per ora affermarlo con certezza. Furono olfervate ancora da quei Valentuomini di Francia , che con_j fomma , ed impareggiabile avvedutezza , e dili- genza compilarono la noromia d' una gran Tarta- ruga terretìre Indiana prcfa nella Gofta ài (Zoro- mandel ? e fon queft' effe le loro parole. Dam Ics petite s Tortues et eau 5 cjue nous wvons diffequees^ on a trowvè , 'ver Textrewiiè du reBum^ dcux 'veffies 5 oui €L'Voient commumcation a^vec l inteftin , c^ qui s\tijl(f'i iem^ lors qu il eftoit enflè , Ces 'vefftes n ont point eftè trowvees dans le grande Tortue, San prive dunque le Tartarughe marine, quel- le d'acqua dolce 5 e le terreftri degf interini cie- chi 5 ma nelle terreftri il loro interino colon ver- fo la fua eftremità forma fempie un certo gozzo, o feno ritondo , conforme fi vede nella Ta^, 4. Fig. 5. il qual gozzo , o fcno talvolta fi trova an- cora in alcuna ài quelle d' acqua dolce , ma non-, fcmpre, E queftoequelfenojche da V.S. Uluftrifs. nel iuo libro dell' Ojjer'vazjom intorno agli Ammali Jj *viven:i^ 54 0SSE7{FAZ. AITATO ^^, rvl^emì^che ft tro'v ano negli Animali 'vi'ventifu ofTer- varo in tutti i meli dell'anno eflere Tempre nelle fole Tarrarugheterrefìri tutto pieno di cosi gran quan- tità di piccoliffimi vermicciuoli vivi ammonticel- lati infiGme 5 che giungono alle volte ad eflere mol* te migliaia. E óì più in un* altra Tartaruga terre- flre , oltre i fuddetti vermi , vi trovai cert' altri globetti , come ceci piccoli j chiari , trafparentr , SmilifiRmi a quelle vefcichette , che fi trovano tal- volta ne* fegati delle Lepri , con quefta differenza però , che quefti del colon della Tartaruga erano vifcofi^e tenaci 5 e quegli delle Lepri fono acquofi^ € bolliti neir acqua non fi condensano , ne fi aflb- danojcome s'oiToda la chiara d'uovo. Quefti del- la Tartaruga bollici nell'acqua confervano la loro trafparenza^ela loro naturale tenacità? ne Tacere» fcono. Il fegato in tutte le razze di Tartarughe giace a traverfo dell'addomine 5 ed occupa con le due iuQ cftremità funo, e l'altro ipocondrio : eflendo reftremjtà deftra attaccata , e continuata con la-» Éniftra per mezzo d' una fìrifcia non molto larga . La fua fuperficie efterna è alquanto convefì'a 5 ma r interna fuol formare alcuni rifatti , e protu- beranze parcnchimarofe , le quali facendo varj 5 e diverfi angoli , con alcuni di effi il fegato s'attacca con r altre vifcere, cioè col peritoneo , e col peri- cardio , dal quale diflìcilmence fi fepara fenza lace- raiione VI GIOVANNI CALO E SI. 35 razione dell' una , o dell' altra parte : s'attacca al* tresì col pancreas ?con la milza , e finalmente con Io ftomaco 5 abbracciandolo fortemente con la par- te fini ftra. Il colore del fegato delle Tartarughe terreftrf» per lo più 5 è Io fteflo di quello de'fegatide'quadru- pedi , e de volatili. Ma quello delle marine , ^^ quello delle Tartarughe d' acqua dolce è molto più dilavato, e fcolorito : E fui la fuperficie dello fcolori- to fegato ferpcggiano moÌti(Tìmi ramicelli dì vene, che fono molto ? e molto più apparenti in quelle di mare , che in quelle d' acqua dolce , nelle quali appena fi fcorgono. Quefti efterni adunque rami- celli di vene , ne' fegati delle Tartarughe marine, pieni , e turgidi di fangue, rendono all'occhio una vifta affai bizzarra ? e dilettevole 5 imperocché , fcherzando cafualmente in varie figure , raflfem- brano tanti piccoliffimi rabefchi , e fiori > i quali tanto più fono apparenti , quanto che fui piano fcolorito del fegato quafi quafi nereggiano r^-r/. 4. Fig» 5. Ma fé quefip fegato fuol apportar diletto agli occhi 5 molto maggiore Io apporta al palato, efiendo un cibo molto tenero , e faporito , e deli- catidimo 5 ne punto punto inferiore a quello del fegato delle Vitelle di latte , con tale avvertenza^» però 5 che quefio fegato vuol' effere mangiato caldo, altrimenti fa di pefce. Nel lobo deltro del fegato è fituata la vefcica E 2 del S6 OSSERFAZ. ANATOM. del fiele , la quale nelle Tartarughe terreftri fuolc per lo più ftar fotterrata , e nafcofta dentro la fo- ilanza di detto fegato 5 non fi fcorgendo efterna- mente fé non un poca di fuperficie del fondo di efla v.efcica : Ma non è regola generale, perchè in due delle maggiori Tartarughe terreftri , che da_j me fieno (late notomizzate , V ho trovata non fe- polta 5 e nafcofta , ma bensì efternamente fituata, € fcoperta j ficcome efternamente fituata fi trova fempremaì in quelle d'acqua dolce5e nelle marine; Quefta vefcica doì ^q\q è corredata dekfuo ca- nale ciftico 5 il quale nelle Tartarughe terreftri fuor elfere alquanto più lunghetto di quel, che fia in quelle d'acqua dolce, ficcome egli è fempre mol- to 5 e molto più lungo dì quello delle Tartarughe marine , le quali anno il canale ciftico corti(Iìmo , ches inferifce per lo più obliquamente dentro l'in- teftino Tn^, 4. F/>. 1 2. Con quefto canale ciftico , la vefcica del fiele delle Tartarughe terreftri , e d' acqua dolce mette foce neir inteftino duodeno circa tre dita traverfe in lontananza dal piloro , e nelle marine intorno a tre quarti di braccio di mifura Fiorentina , più , o meno fecondo la grandezza dell'animale, e vi fca- rica tutta quella quantità di bile , che fuol trovarfi in eftb inteftino , e talvolta iì trova anche fparfa per rutto il canale degli alimenti , come alcune^ volte ho olìervato m molti animah ^ ed impartico- lare DI GIOVANNI CALDESI. sj lare quafi in tutti quegli , che da V. S. Illuftrifs. per le Tue efpericnze furono a bella pofta fatti mo- rire di fame , ne' quali , non oftante qucfta pro- fufione di bile per grinteftini , fi trova fempre la vefcica del fiele molto piena 5 e molto più gonfia di quello , che naturalmente deverebbe effere. Vna tal bile , che fi trova negf interini non ci vìen tutta fcaricara dal canal ciftico ; ma ve n è Icaricata ancora dai canale biliario epatico > come poco fotto accennerò • Il canale biliario epatico nelle Tartarughe ter- teftri fi parte dal lobo finiftro del fegato, e quindi camminando fuperficialmente per la fuftnnza di eflb fegato fi divide in due rami , uno de' quali va ad entrare nel collo della vefcica del fiele , e 1' al- tro intinuatofi dentro la fuftanza del pancreas , e poi da quella ufcito va a fcaricarfi nel canale cifìi- co Ta^>. 4. Fig* 9- None però 5 che talvolta la natura non ifcherzi con differenti , e bizzarre ramificazioni , come fi può oflervare nella Ta^, 4. fì^, 1 1, Nelle Tartarughe di mare5ed in quelle d'acqua dolce il canale biliario epatico non Ci fcarica nel canale biliario ciftico , ma va bensì a fcaricarfi di per fé nell' inteftino duodeno , con quefta diffe- renza però tra le Tartarughe di mare , e quelle.^ d'acqua dolce, che in quelle di mare il canale epa- lieo avvicinatofi alfuKeftino j s unifce , e cammi- na pa- jSf OSSET^AZ. ANATOAf. ra paralcllc al cinico , e fìà così fortemente cotC etìo attaccato , che pare , eh' egli metta capo , e fi fcarichi in lui ; Ma la verità è , che T uno , e l'al- tro di effi con la fua propria bocca penetra fepa* ratamente nell'inteftino ? come più volte mi fono certificato con T introduzione delle fetolc Ta^v, 4* Fi^. 12. In quelle d'acqua dolce non vi è bifogno delle ^ fetolc per certificarfi di quefta verità ; perchè il canale biliario epatico va a fcaricarfi nell' in teilino in qualche diftanza notabile dal luogo > nel quale penetra nel medefimo inteftino il canale biliario ciftico Ta pre- muta gentilmente con le dita la vefcica, vidi ritor- nare la bile per i canali epatici , e diffonderfi in-* tutte quante le loro ramificazioni fparfe ne' lobi d'el fegato : Qujndi premendo i lobi del medefimo fegato vidi la bile ritornare di nuovo per i canali epatici , e gire a riempire di nuovo la vefcica , il che ho veduto , ed efperimentato non folamente nelle Puzzole, ma ancora nelle Volpi, nelle Faine, ed in molti, e molt*altri animali, e particolarmente ne'Caftroni.^ Il vedere in quefti animali così evidentemente quefto fluflb , e rifiuilo di bile per i condotti bi- liarj è un contraiTegno manifefto 5 che in erti con^» dotti non vi fia valvula alcuna. Nell'uomo però talvolta non fi fuole OiTervare quefto fluffo ? e riiìuflb di bile , che ho offervato ne' fuddetti animali ; ma s'oiTerva folamente 5 che allacciata prima T eftremità del dutto biliario co- mune in modo » che la bile non polTa fgorgart:-j neir inteftino duodeno , e pofcia premuta la vefci- ca del fiele , ritorna la bile per l'epatico , il che fu offervato anchedaV.S. llluihifs, fino fanno 166 j<, in un Vitello marino. Ma non s'olfer va poi nell'uo- mo , che quella copia di bile , già ufcita dalla ve- fcica ;e rientrata nd canale epatico, ricorni ne per via 4o ossE'KVAz. akatom: via di preffione , ne in altro modo nella mededma vefcica 5 avendone molte volte fatta la prova in al- cuni cadaveri umani ; il che a mio credere fucce- de 5 perchè dentro al dutto ci dico dell' uomo fi trovano quafi Tempre alcune rughe accartocciate, che fembrano tante piccole cellette , come rozza- ir.ente dimcflra la Fìg, io. della Taqj. 2. e quefte rughe 5 5 o valvule , che fieno così fattamente ac- cartocciate fon quelle 5 che pofì'ono fortemente im- pedire 5 che la bile , già ufcita dalla vcfcica > noa poffa di nuovo ritornarvi 5Conforme evidentemen» te impedifcono l'introduzione della tenta , e delle ferole. Simili accortocciamenti mi fovviene aver- gli veduti anche nel dutio cilHco , e nel dutto co- mune di quel Vitello marino -> che , ormai due an- ni fono fu notomizzato in Pifa nella cafa di quel grand Anatomico , e Medico sig. Lorenzo ^eilwi, ■ Che dentro al dutto cinico dell'uomo vi fieno delle valvule non è da mettere in dubbio , perchè oltre averle io molte volte vedute , con 1' occa- {lone di fare qucdecfpcrienze intornoalmoto del- la bile, elle furono gran tempo fa fcoperte dal fa- pientiflimo sig. Monello Malpighi fplendore del roitro lecolo, n^cntre l'accenna nel fuo nobile? ed utiiiffimo Trattato ^e /Z?/?^/^. Egli è ben vero perocché fi trova talora qual- che cadavero5che è quafi totalmente privo di que- lle valvule accartocciate, femilunari del canale cifljcoj VI GIOVANNI CALDESl. 41 cìftico 5 conforme le cliùma il l^ onìCCimo Malpìphìy ed io mi ricordo , che in un cadavere umano non le trovai ne poco , ne punto , ed in tal cafo fi può credere , che la bile fcorra liberamente per i con- dotti biliarj, e faccia il moto 5 che fa negli animali fopraccennati : In quefto medefimo cadavere oC- fervai la ciftula del fiele vota affatto di bile , ^-i dentro ad elfa vefcica non trovai altro? che un po- ca di mcccicaglia tinta di nero , ed alcune piccole pietruize fimilmenre di color nero , che compref- fe con le dita, fi (tritolavano facilmente ^conforme accennai in una mia lunga lettera intorno alle ca- gioni dì certi Polipi , che in diverfi cadaveri trovai attaccati , e diramati dentro al cuore 5 e dentro a' fuoi canali aguifa di ramificazioni di corallo, vedi le fi- gure della Ta'v, 9. fcritta al sig. Dott. Iacopo del Lapo^ uomo al pari d'ogn'altro inteIligenti{I]mo5e molto efperto non folamence nelle cofe appartenenti alla Filofofia 5 ma ancora alla più nobile 5 e più verifi* cata Medicina. Neir aprire X inteltino duodeno del fuddetto cadavere trovai quivi un gruppo di lombrichi ^ che erano ancora vivi , aggomitolati infieme, ec- cetto alcuni 5 che ftavano fdraiati tra quella bile-* fpumofa 5 che per anche contenevafi in effo inte- fìino 5 ed uno di quelli lombrichi fi era con la te- fta intanato , e fitto dentro T apertura della bocca ,del dutto biliario comune >corrifpondence nel me- F defimo ^ .OS^E'J^AZ. ANATOM. defimo ìnteftino , e fi conofceva manifeftamente, che tutti s' erano pafciuti della medefinia bile , il che viene a confermare quello , che tante ? e tante volte da V. S. llluihifs. mi è ftato detto della fal- lacia 5 e dell' incertezza òì quelle conietture , le--i quali Cogliono molte volte prenderfi intorno all'o- perazioni? e virtù d'alcuni medicamenti, ed ìntor-» no alle cagioni della loro efficacia. Crede i\ volgo» e lo credono ancora molti Autori di Medicina, che le cofe amare fieno efterminatrici de' vermi de' cor- pi umani , E pure nelle {i\q Offer-vazìonì intùrno agli animali %fì^entì , che Jt tro'varìo negli animali *vi^ 'Venti V. S. Uluftrifs. afferma , che nelf acqua fat* ta amara dall' Aloè , alcuni de' medefimi vermi vi camparono più di trent' ore. Oltre di ciò fé le co- fe amare uccideflero i vermi de corpi umani, come potrebbero mai vivere i medefimi vermi, comc-i evidentemente vivono dentro!' interino duodeno , dove è uno fcolo , e getto continuo della bilti^. Dirò d' avvantaggio, ed è cofa certa , che in al- cune razze d'animali fi trovano de* vermi abita- tori delle loro vefciche del ficl^> e de' loro canali biliarj , conforme nel progreffo di quefta Lettera-, accennerò. x jj:*. Avviene bene il contrario ne lombrichi ter- reftri , i quali medi a nuoto dentro la bile , vi fi fcontorcono malamente, e vi muoiono preftiffimo, come non avvezzi a cosi fatta forta d' amarezza , ' operaa- . dt:ciovanni caldesi. 45 operando molto la confuerudine ad avvalorare , o a modificare l'operazioni de* medicamenti. Ritornando al moto deìh bile , dico , che nel Riccio terreftre (animale , che ha il fangue attual- mente freddo) s'ofiervano due foli canali epatici sboccanti nel mezzo del ciilico Ta^v. 5. Fi^.- 15. e fi fcorge evidentemente , che la bile paiTa-., e ri paffa per i condotti biliari con quella facilità, che ho detto accadere nelle Puzzole , nelle Faine, nelle Volpi 5 e ne'Caftroni. In oltre nel medefimo Riccio terreftre s'offerva , che ia ài lui vefcica bi- liaria non iflà profondamente radicata dentro la fuftanza del fegato 5 ma fìà all' efterno di eflo fe- gato leggiermente attaccata per mezzo d' una fot-' tiliflin^a membranuzzajcome ho trovato avvenire ne' Ghiri , e ne' Capretti , e negriftrici 5 ed in al- tri animali ancora tanto quadrupedi} quanto volatili. ì:- Il trovare adunque in divcvfi animali la vefci- ca della bile quafi total^mente fiaccata da lobi del fegato potrebbe rendere dubbiofe f opinioni di coloro, che tengono, che la vefcica s'empia di bile per via delle fue proprie radici, ramificate? e fpar- le pei fegato. Io in quanto a me certamaente credo, che inqueftifimili animali la vefcica del fiele venga: piena di bile da' tronchi de' canaletti biliarj epatici sboccanti nel canale ciftico nel modo appunto, che da' canali ureteri .;vien ripiena la vefcica dell'orina: Ma in quegli animali > ne' quali il tronco deli' epa- F ^ tico 44.. OSSET^AZ. :ANATOM. a tico non mette foce nel ciftico , ma bensì neir iti'* tettino 5 come fuolc avvenire in tutti quanti i vo- latili y in quegli animali > dico io ho molte volte poilo mente y che la vefcica del fiele scempie dalle radici del canale epatico > e non dal di lui tronco,: ,^ i Per confermazione di quefto non mancherò di dire y che in molte Aquile reali ho introdotto uà? lifone dentro il canale biliario epatico, e pofcia_* datogli il fiato > ho veduto immediatamente gon-^ fiar la vefcica del fìtÌQ y ed il fiato ufcirfene poi pel forame del canale ciftico, corri fpondente nella cavità delfinteftino. La medefima oftervazione , e prova l'ho rifcontrata in un gufo, ed in altri uc- celli di rapina , ed in altri parimente non éi rapi* na y come nelle Gru > negli Aironi , ne*;Gabbiani^ o Mugnai , e ne Tarabufi , come fi vede nella^ Ta^\ 2. Fig. I. e nella Ta^^ 5. Fig^ ^. 4. ^ j. E per moftrare ancora la cumbnicazione delle ìadici del canale biliario epatico con la vefcica ii* animali quadrupedi , feci molte volte la fcguente prova nelle Vacche 5 e nelle Vitelle f Allacciai ftret* lamente il dutto ciftico in vicinanz-a del collo della vefcica in modo , che l'aria non poteife paffarci>e pofcia introduffi un fifone neir epatico, e datogi* gliardamente il fiato , gonfiò la v^efcica del fiele^ Aperfi dipoi la vefcica raedefima ,.cd introdottovi- il fifone , e datovi il fiato » vidi ufcire detto fiata pel tronco del canale epatico» i la DI GIOVANNI CALDESI. 4f> In un'altra Vitella , legato il principio , ed il fine del dutto ciftico, e pofcia meiìo il fifone den- tro l'epatico 5 gonfiò manifeihmente la vefcica... Squarciai , ed aperfi per lo lungo la medefima ve- fcica, e dato di nuovo il fiato col fifone, introdot- to nel tronco epatico > vidi chiaramente ufcire mol- te bolle y e fonagli d' aria da alcuni piccoli fora- metti aperti dentro la vefcica in vicinanza al fuo collo 5 col quale ftà fortemente attaccata al fegato. Provai in due altre Vitelle ad allacciare il dut- to biliario comune , acciocché la bile non poteffe fgorgare nell'interino? e pofcia premei fortemente la vefcica del fiele , e vidi ritornare per X epatico, e diiFonderfi per la fuftanza del fegato tutta quan- ta la bile^ch'efla vefcica conteneva, dipoi premei effo fegato > ma non vidi ritornare nella vefcica^ pel canale ciftico , fé non pochiffima porzione di cffa bile. Legai pofcia il medefimo dutto ciftico 3- accioc- ché per effo dutto non poteffe ritornare la bil^^ nella vefcica5ed aperfi, e dilatai nelFiftelTo tempo tutta quanta la vefcica , e feci fcolare queìla-r poca quantità di bile , che in effa era rimafa , e pofcia premei il dutto epatico verfo il fegato , e vidi ritornare nella vefcica qualche porzione di b:- le per le radici del canale epatico, sboccanti in vi- cinanza al collo di effa vefcica, e sboccanti ancora nel principio del dutto ciitico r^-z/» 2. Fìg, ^. Troppa ■.: Cammello , il Cavallo , il Caprio , il Cervo > il^ Daino 5 il Topo cafalingo 5 e tra i volatili vi è il Piccion groilo > il Colombo terraiuolo ? il Colom- baccio falvatico ? ed altri 3 ficcome tra pefci la»»? Lam preda. Pel contrario fi trova talora a cafo qualchiji; animale ? che ne ha due , come a me è accaduto; oflervare in una Volpe 5 ed in una Garza bianca, ed anche in un Ghiro 3 onde s'inganna il dottiihmo Mattia Alattiadc apprejjo il 'Bartolino Cem, 4. Epift, 5 5. mentre afi-'erma , che il Ghiro non ha la vefcica del ^c\q 5 ed io mi ricordo averla veduta in tutti quanti i Ghiri , che da me fono ftati offervati , che pur fono mokiffimi , ed in uno, come poco fa hodettc^ DI GIOVANNI CALDESI. 47 ho detto 5 ne trovai due , una maggiore , e Y altra minore , tutte due però piene pieniflime di bile? ed in vicinanza di eflc due vefciche biliarie ofler- vai due canali epatici? uno de' quali metteva capo nel ciftico della vefcica minore, l' altro s inferiva nel dutto comune principale della bile Ta^^, 5. fig, i. La feconda cofa lì è-, che quafi in tutte le ve- fciche, e canali biliarj de'Caftroni ho trovata quel- la razza dì vermi fimili alle Sogliole , de' quali fa V. S. llluftrifs. menzione nel fuo Lilro della gene- razione degl' Infetti , ed in quello degli Animali o^/- n>entt y che fi tro'vano dentro gli Animali come pure V. S. lUuftriflSma accenna. Gli ho pur trovati ne' canali biliarj epatici de' Daini 5 e de' Cervi . Dal trovare fovenremente de' vermi dentro la bile in molte razze di quadru- pedi è un contraffegno manifefto , che la bile^co- jne cofa amariffìma , in vece d' ammazzare i ver- mi 5 pare , che ne fomenti Cin quefti animali^ la generazione. Tra la bile ancora delle Vitelle , e de* Manzi ho trovati più volte molti piccoli lom- bricuzzi di color nero nuotanti in efla bile, e quefti tali vermi, o lombricuzzi non fo , fé fieno mai flati oflervati da alcuno Oifervatore delle cofe del- la Storia naturale : ficcome non fo , fé fia mai ilaco oilervato > che ne fegati ddle beftie vaccine pollano / 48 OSSE-FJ^AZ. ANATOAf. poflano trovarfi le Idaridi di così fterminnra graa- dezza, come ne ho trovato io; imperocché nel fe^ gato d' un Manzo ne ho trovata una , che pefava nove libbre • ed era fimile di figura , e maggiore affai d' un groffo uovo di Struzzo , benché nella^ fuperficie di effa Idatide s' offervaffe un cerco ca- perozzolo , come appunto s'oflerva in quelle Ida* lidi , che fogliono trovarfi attaccate alle vifcercj delle Lepri , delle quali Idatidi fa menzione V. S. Illuftrifs. nel fuo Lih-o degli Ammali 'viz/em ^\che (i tro-vano dentro gli animali 'vi'venti. Aperta quefla groffa Idatide > ufcì fuori una grandiffima quantità d'acqua, che arrivò al pefo di fette libbre , e ott once • ^ Queft' acqua era un' acqua limpidiflìma , e-i chiara 5 ed alquanto falata fenza fetore alcuno 5 an- corché foffe ftata dentro X Idatide dodici giorni dopo ? eh' effa Idatide fu fiaccata dal fegato. Egli è ben vero 5 che dopo quattro giorni , che fu ca- vata dairidatide? prmcipiò fo'ennemente a puzzare. Provai queft' acqua a farla più > e più volte^ bollire , ma non fi rapprefe mai ; ficcome mai non fi rappiglia, ne fi condenfa Tacqua contenuta dalle Idatidi d* altri animali , e particolarmente quella delle Idatidi de Porci domellici 5 e de' Cignali , avendone alcune volte fatta la prova con l'occa- fione d'averle trovate in buon numero y e non pic- cole ne loro fegati . , Si rappiglia bensì , e li con- denfa m GIOVANNI CALDE SI. 4^ denfa quel fluido quafi limpido, e chiaro contenu- to dair uova nate ne tefìicoli femminili de' Qua- drupedi. E dalla cottura di effe nell'acqua bollen- te fi può facilmente venire in cognizione fé fono uova >o fé fono Idatidi , conforme olbnatamente credono alcuni ; perchè il fluido delle Idatidi nel cuocerlo non fi rappigh'a mai. Provai in ultimo fopra qualche poca quantità di quell'acqua della foprammentovata Idatide ad in- fondere dello fpirito di vetriuolo , dell' agro di li- moncelli , dell'acqua arzente , dell'aceto fcillitico, ma non conobbi in effa neagitazione? ne mutazio- ne alcuna • Sopra ad un' altra poca quantità della niedefima acqua infufi dell'olio di zolfo , ne pur vidi fermentazione alcuna ; ma aggiuntovi poi dell'Olio di Tartaro , s'eccitò immediatamente ia dett'acqua una fermentazione 5 e bollore, cagionata però dalla milione dell'Olio di Zolfo con l'olio di Tartaro , il che, come cofa notiflima, fuole avve- nire con quefti due olj quafi in tutti i fluidi, e par- ticolarmente nella bile : A propofiro della bile di- rò di più , che r olio di zolfo , ficcome anche lo fpirito di vetriuolo, e l'agro di limoni infuiì ìix effa bile immediatamente fi condenfano , e piglia- no un certo colore come di zolfo , e di più tutti quefìi tre foprammentovati liquori, ed impartico- lare folio di zolfo infufo fopra la bile giallognola; più che in quella verde fuol produrre un' altro ef- G fetta 50 OSSEI^TAZ. ANATOAf. fetto curiofo a vederfi > ed a fpecularvi fopra , ed è 5 che ciafcuna gocciola di dect'olio forma dentro detta bile una quafi vefcica >o borfetta aperta nel mezzo 5 e da effa apertura fcappa fuora un vago ordine di più rami a gmfa di rami di palme Ta^^^, fi£. 14. i quali rami poi così bene ordinati a po- co a poco dilatandofi fvanifcono , e fi perdono» j Fatte nella fuddetta acqua le foprammentova- te efperienze^mimifi a feparare le tuniche di que- fìa grofla fuddetta Idatide del Manzo , che erana molte 5 quafi tutte robufte 5 e carnofe y e partico- larmente l'efterna , che era la più forte , e la più mufculofa , e fcorgevafi compofta di moke tuni- che tutte affieme inteflute con un' ordine intriga- liflìmo di fibre , conforme manifèftamente vidi do- po averle per qualche tempo fatte bollire neir acqua» La tunica dì mezzo appariva di color dorè y e per efiere in alcuni luoghi alquanto inerefpata y e molto rilevata dai piano y formava come piccoli funghi, ancor'effi di color dorè , ed a quefta pelle di color dorè ftavano tenacemente attaccati alcuni pezzetti di materie ingeflate , o per dir meglio ^ di materie offee, alcuni de' quali pezzetti erano larghi come F unghie umane • Ma la tunica più interna , fiaccata totalmente dall'altre, era fìofciffima , e compofta di più tuni- che tutte debolilTime , e fotnli come le tele di ra- gno . Ptfate infieme tutte quante quefte tuniche > arn^aiono al pefo di ledici once» Torno DT GtOFANNl CALDE SI. ji Torno alle Tarrariighe, dalle quali, con quefta digreffione foverchianience lunga , e noiofa , mi fon partito. Il pancreas in tutte quante le Tefiuggini è lun- go a tal fegno 5 che in una marina di fole quindici libbre lo trovai lungo più di tre quarti di braccio. Comunemente principia dal piloro , ftando forte- niente per lungo tratto attaccato al duodeno, quin- di con una lunga ftnfcia va ad unirfi all' inteflino colon , e col fuo proprio canale pancreatico va a fcaricarfi manifeftamcnte (2. chi ben T ofìerva.»^ neir inteftino, non moko lontano da' canah biliarj Ta^,^, Ftg.g, lo. 1 1. e 12. La milza nelle Tartarughe d* acqua dolce fuol per lo più trovarfi attaccata all' inteftino colon, ed aireftremirà delia lunga ftrifcia del pancreas : fic- o dieci di- vifioni 5 ciafcuna delle quali è compofìa di molti, e molti minutiffimi , e piccolifTìmi reni : Lo ftefib avviene ne' reni delle Teihiggini terreftri 5 e tutti ugualmente mandano i loro due canali ureteri a metter capo nel collo della vefcica TaT/, 4. fi^, 2. Taz/. 6. Fig. 5, Alle parti laterali interne di effì reni , là dove mettono capo i vafi emulgcnri , fi of-^ fervano attaccate ad eflì reni due piccolillSme Ttri- fcette di color dorè, le quali ftrifcette di color do- rè s'oflervano parimente anche ne' volatili . La vefcica dell* orina in tute' a tre le razze di Tartarughe è di diiferente figura 5 come fi puoi ve- ,dere quella delle marittime nella Ta^. 6, fi£, 6, quella delle terreftri Taru, 6, Fìg. 5. ^ 5. e quella d' acqua dolce Tc^tk^. Fig, 2. e Ta-v, 6. Fig, i. ed in tutte le vefciche 1' orina? che vi fi trova , è per lo più totalmente infipida , mefcolata fempre con una certa materia grofla, e bianca, e vifcola , e rappallottolata 5 molto fimile a quella , che fi fuol trovare dentro la eloca degli uccelli fcaricatavi da' loro canali ureteri , e vi fi trovano ancora alcuni lunghi fili fottiliffimi di color dorè. I tefticoli delle Tartarughe tanto terreftri 5 che d'acqua dolce fon piantati in vicinanza della ve- fcica urinaria , e con i loro epididimi s' attaccano tenacemente a reni Tai/. 6. Fi^. i, fono di color dorè 3 J4 OSSET^AZ. ANATOAL dorè , e per lo più di figura ritonda , e talvolta^ ovale 5 e non apparifcono altro 5 che un ammaffa- mento di piccoliftime glandulette 5 quafi tutte ri- tonde Ta'v, 6. Fìg, I, e t'ig, 12. per lo più confpi- cue all'occhio , ancorché talora bifogni adoperare il microfcopio per bene Icorgerle. 1 fuddettiteilicolifon corredati de loro epididi- mi 5 vediti d' una nerasì, ma trafparentemembrana» ed erti epididimi al folrto non fono altro, che unlun- ghilTimo 5 e biarjchiffimo canale aggomitolato , e ravvolto in varj giri , che va a fgorgare poi coaj rilevante papilla verfo X eftremità del collo della vefcica urinaria a canto alle papille degli ureteri U membro genitale delle Tartarughe 5 che in-* riguardo al lor corpo è ilerminatamente grande, fìà nafcofto dentro la cloaca come in una guaina, e ftà ad efTa lateralmente attaccato per mezzo di una membrana di color nerognolo, e lifcia per ef- fcre quefta fpalmata d'un fluido untuofo , limile a 3 nello , col quale viene fpalmata 1' efterna pelle e' pefci , e dal medellmo fluido fi trova altresì fpalmata tutta quanta la cloaca , ed anche efìo mem- bro genitale, il quale non è di figura perfettamen- te ritondo , ma è di figura ineguale , imperocché dalla parte , che guarda il gufcio fupcricre 5 s of- i^tva fuperficialmerup^l mezzo tutto per linea retta fcanalato T^^ó, Ftg, 5. e dalla parte , che guarda /^ VI GIOVANNI CALDESI. $$ guarda il gufcio di folto, s' ofler va alquanto convefla Ta'v. 6. F/f. I. Dentro quefta parte non ho mai poffuto ofler- varc il condotto dell' orina , come s' ofièrva nel membro genitale degli altri animali 5 ma la natura, invece di farvi internamente il condotto, fece que- fla parte efternamente tutta nel mezzo fcanalata > e per quefta fcanalatura pafl'a Y orina nella confor- mità , che pafla V acqua per mezzo d' un doccio- ne 5 e vi pa(Ta altresì la materia feminale nell' atto del coito 5 la qual materia feminale vi viene fcari- cata dalle due papille degli epididimi , che (come diffi di fopra) merton foce nelf eftremità del collo della vefcica urinaria . Altri canali , e forami non fi fono da m.e tro- vati nel membro genitale 7 fé non due rugofe aper- ture 5 pofìe lateralmente in vicinanza al collo del- la vefcica urinaria 5 una ficuara alla detira , F altra alla finifìra^ed introdotto dentro ad una di quefte due rugofe aperture il iifone , e pofcia dato il fia- to ? fi vede immediatamente gonfiare tra tunica j e tunica le parti laterali del membro j da quella par- te però, che s'oiferva fcanalato, e gonfiano altresì certe efcrefcenze membranofe pofte nel mezzo del- la ghianda , là dove appunto termina la fcanala- tura fuddetta Ta'v, 6, Fig. 5. Inoltre s'oflervano attaccaci al membro duQ lunghi mufcoli , i quali a mio credere fervono per ritirare t j: ^ 5^ OSSE^FAZ. ANATO M. ritirare il membro dentro la cloaca ogni qual vol- ta fia fuori di efìa^e quefti due lunghi mufcoli con una delle loro elhemicà flanno attaccati poco fo- pra alla ghianda del membro Ta^\ 6., Fi^. i. e con l'altra loro eftremità ftanno attaccati quafi all' ul-; time vertebre del dorfo , là dove parimente s' at- taccano r eftrernità di due robufti mufculi ferventi al moto della coda . E tanto balH d'aver favellato delle parti geni- tali de' mafchi per poter far pafsaggio a quelle del- k Tartarughe femmine. . L' novale in tutte le generazioni di Tartarughe fono due, una funata nelf ipocondrio deftro, l'al- tra fituata nell'ipocondrio finifho. Tutta la malTa di ciafcheduna uovaia è affai fi- mile air uovaie delle Galhne , ed in ogni uovaia vi fono dell'uova maggiori , delle minori , e dtWc minime , e quefte uova vi fono fituare in quello fleffo modo appunto , che nelle uovaie delle Gal- line fu offervato òdi Girolamo F ahbrizìo da Accjuapen^ dente allora , che fcriffe ? che dall' uova maggiori fon per Io più circondate le minori , e che le mi- nime ftanno fottopofte alle maggiori , ed alle mi- nori 5 e quefto acciocché V uova maggiori , ed a_. baftanza crefciure ,6 per cosi dire mature, poffano con più facilità iiaccarfi dall' altre 5 ed entrare nell'o- vidutto per mezzo h preffione dall' uova fotro- pollej conciofficcofache l'uova minime fottopoUe fempre VI GIOVANNI CALDESI. 57 Tempre crefcono di mole, e crefcendo di mole pre- mono le minori foprappoftejele minori crefcendo anch' efl'e vengono fuccefTì va mente a premere It^ maggiori , dalle quali fon coperte , e circondate 5 dal che ne fegue , che le maggiori premute, e for- cate dall' uova fottopolle vengono ad entrare nell 0- vidutto . Ciafcheduna uovaia è attaccata ad una larga 9 fottiliffJma efpanfione membranofa, in cui ferpei^- giano moltidìme ramificazioni fanguigne , dall^L-j quali vien ferpeggiata ancora tutta quanta la malfa dell'uova , e tale fpanfione s* attacca al peritoneo verfo quella parte j eh' egli ftà anneflb al dorfo . Siccome due fono T uovaie , due parimente fono gli ovidutti , e quanto s'appartiene alla loro lun* ghezza nelle maggiori Tartarughe terreftri da-t me aperte ho trovato ciafcuno di eflì ovidutti effer lungo un braccio , in altre minori 1' ho oflervato due terzi di braccio, ed in una Tartaruga pur ter- reftre, che pefava due libbre avca la lunghezza di mezzo braccio , e due foldi di raifura Fiorentina. Ciafcuno di quefti ovidutti per più della metà della fua lunghezza fi vede corrugato , ed increfpato Ta^. C. Fig, p, in queireftremirà di queiti incre- fpati ovidutti, eh' è contigua all' uovaia , fi fpalan- ca una larga apertura Ta-v. 6. Fig, p. per la quale entrano in eflì Tuova già desinate all' efpuifione. Quelli medefimi ovidutti col reftante della loro H lun- 58 OSSE^FAZ. ANATO /l e dalla cloaca fon mandate fuor del corpo Tax', 6, Ftg, p. Le parieti degl'increfpati ovidutti fono fotti-' liffime > e quafi trafparenti , ma quelle degli uteri' fono, come diflì, molto grofle5Compofte di quat*» tre tuniche, refterna delie quali è intefluta di fibre' longitudinali , la fufleguente di fibre circolari , lai terza glandulofa , la quarta , che è l' interna fotti-- liffima, e rugofa? gentilmente fpalmata d'una ma-^ teria ldrucciolevo!e5che geme dalla tunica glandu-^ lofa per facihtare l' efito delf uova . Verfo il fine del mefe di Luglio nell'utero deftro d' una Tarta- ruga terreftre trovai due uova col gufcio, e tre ne trovai nell'utero finiftro tutte quafi rf ugual gran- dezza , limile a quello del^a Fig, io. ^ 11. Ta^. 6. 11 crufcio dell'uova delle Tartarughe terre ftri è bianchiffimo tanto efternamente , quanto interna- mente > ed è più duro affai , e più groffo di quello delle Galline . Dentro a quetìo gufcio fi trova il tuor- loi là Di GIOVANNI CALDESI. 5P Io 5 e b chiara ? come in quello desolatili. Ho provato a cuocere di quefì' uova nel tegame con_a l'olio, ed ho veduto, che il tuorlo s'airoda ; ma la chiara riman Tempre quafi liquida , e non s' afìbda mai 5 come fuol fare la chiara dell' uova de' vola- tili 5 e lo (leffo avviene a cuocere le medefime uo- va neir acqua bollente. Ho detto di fopra > che i due uteri sboccano con due aperture nella cloaca , nella qual cloaca_# nelle Tartarughe femmine cerreftri vi sbocca V ia- ,tefl:ino retto , e la vefcica urinaria , e di pia vi ftà ripofta la clitoride di color bigio , pendente al ne- ro , e di figura fimile al membro genitale de ma- fchi 5 avendo anch' effa i medefimi mufcoliT'^^'i'. 6". ^fig, p. Il fimile avviene nelle Teftuggini marine , ed in quelle d'acqua dolce, fé non che nella cloaca ♦di quelle d' acqua dolce vi sboccano di più quelle due vefciche , delle quali ho favellato di fopral* Tal'. 4. i^(?» 2. Il cuore di tutt' a tre le fpezie di Tartarughe fià chiufo dentro al fuo ben largo pericardio , ed ha figura molto diverfa da quella del cuore degli altri animali quadrupedi > e volatili , che lo anno fatto a foggia d* un cono ,• allungato dalla bafe alla punta 3 ma quefto delle Tartarughe è di figura.^, per così dire 5 d'una meiza lente, e molto fimile ad una piccola borfetta , che nel fondo fia ritonda^ Ta^, 7. fig, I. ^ 4. e per lo più , ancorché non r^ H 2 . fempre? Co OSSE'KyAZ. ANATOM. fempre , con quella eftremità » che è volta verfo il ventre inferiore fìà attaccato al fondo del peri- cardio per raezz,o d'alcuni fottilidìmi fili tendinofi Ta^. 7. Fìg, 1.^4. Non vi fi trovano i due ven- tricoli così ben dipinti , e feparati evidentemente uno dair altro , come accade nel cuore degli altri animali, ma l'interne cavità, o feni del cuore delle Tartarughe fono in tal guifa fabbricati , che per gl'intralciamenti delle fibre 5 e delle colonne car- nofe vi fono aperte fenz' ordine molte comunica* zìoni interne di varj forami tra Tun ventricolo , e l'altro 5 e non vi è fetto > che interamente gli di- vida : conciodìecofache quella membrana , che gli divide 5 è folamente attaccata alle parieti del cuo- re dalle due bande laterali , ed è totalmente fiac- cata per di fopra , e per di fotto , cioè verfo 1' a- pertura , e verfo il di lui fondo ; e però talvolta ralTembra efìfere una fola la cavità del cuore, come affermò il "Blafio , e talvolta 5 il che è più confor- me alla verità , rafìembrano due ventricoli : Ami quei dottiffimi, e diligentiflìmi Valentuomim di Pa-^ rigi con fomma , ed impareggiabile diligenza of- fervarono il terzo ventricolo nella loro Tertaruga terreftre Indiana della Corta di CoromandeK L* auricole fono due , l'una fituata alla delira, r altra alla finiftra del cuore > piene tutt' a due di fangue, con quella differenza però, che T auricola finiftra fuol contenere un fangue di color più ac- celo* D/ GIOVANNI CALDESU 61 cefo 5 e non così nero , come ftiol' efTere ncir au- ricola deftra . Vna eternamente fembra all'occhio , che fia_j r arteria , che efce Jdal cuore della Tartaruga ma- rina 5 ma in verità fono tre 1' arterie , talmente-» unite infieme , che fembrano un fol tronco i ma riconofciuto poi il loro interno , fi veggono aper- tamente le loro tre bocche aperte nel cuore -> e di- vife una dair altra 5 e ciafcuna di quefte bocche è corredata della fua propria 5 e folita valvula . Due di quefle bocche > o aperture nel cuore^ fono unite infieme? e attaccate; la terza è dipers.è> e pochiffimo lontana dalle due fuddette, anz.i con- tigua 5 non efl'endovi altro di mezzo 5 che quelle fibre carnofe 5 o colonne del cuore 3 che chiamar le vogliamo. Queft' arteria , che è'così fola > e fituata nella parte finiftra è l'arteria pulmonaria . Dell'altre due arterie unite infieme una di effe è l'arteria magna afcendente , e T altra è T arteria niagna defcendente 5 che ftà nel mez.zo alla pulmo* naria , ed all' afcendente . Quefte tre arterie dunque unite efcono dal cuo- re > come con un fol tronco lungo quafi due dita traverfe. Pofcia manifeftamentc fi dividono in più rami . L' arteria magna afcendente fi divide in quat- tro rami , due maggiori, e due minori . I due mag- giori vanno alla volta delle zampe anteriori, ci due minori €^ OSSE'KYAZ. ANATOAf. camminano alla volta del collo ^e tra T intreccio ài quefti rami d'arterie afcendcnti il trova in tutte quante le Tartarughe una gianduia comporta d' in- finite glandulette Taz^. 7. fi^. 7. Vna fimil gianduia olTervò il àottì^Tìmo S tenone nelpefceRaixa fituata parimente là dove l'arteria magna fi divide in più rami. Nelle Lontre ancora ho olTervato quefta gianduia ; ben è vero 3 clie^ nelle Lontre s oflerva più lunga > e per lo più at- taccata alla vena cava afcendente. L'arteria magna dcfcendente fi divide in due gran tronchi 5 che mettono in mezzo il cuore junp dalla deftra , ed uno dalla finiftra > quindi fcgui- tando verfo le parti inferiori , e arrivati circa il mezzo del dorfo, o poco più 5 s'attaccano infieme, e fonno una mirabile anaìtomofi. E fatta quefta f.anaftomofi , di nuovo fi feparano,je fi dividono in più rami. 11 ramo defcendente della parte de- vUra cammina fempre attaccato lungo le vertebre > del doffo fin tanto , che pafla pel m,ezzo tra i due reni , a ciafcuno de* quali reni manda cinque , e talvolta ki ramificazioni trafverfali , e pofcia tra- paflati i reni , cammina verfo l' altre parti più in* : fimey ed andandovi , manda tronchi trafverfali alle : zampe pofteriofi. < ■ Il ramo defcendente della parte finiftra , dove appunto fa l'anaftornofi, fi divide in tre rami , uno maggiore, e due minori, I minori con le loro tra- '>> ■ fverfali DI GIOVANNI CALDBSl. 6$ fvcrfali ramificazioni vanno parte ad infcrirfi nello ftomac0 5e parte nel pancreas. L'altro ramo mag- giore va alla volta del mefenterio^dove con moke ramificaz.ioni s'infinua. L'arteria pulmonaria , dividendofi in due ra* mi 5 va ad entrare ne' due lobi de' polmoni , in.^ ciafcuno de' quali cammina fino all' efìrem ita Tem- pre paralella a bronchite ramificazioni dell' afpera arteria ; e con bellidìmo 5 e mirabile ordine fi ra- mifica in dodici paia di principali rami trafverfali, che in altri moltiffimi fi fuddividono Ta'v.j.Fi^, f. Nelle Tartarughe d' acqua dolce tutte quelle arterie 5 che efcon dal cuore , fono fimiliffime a_» quefte della Tartaruga marina , non eflfendovi al- tra differenza 5 fé non che quelle della Tartaruga d'acqua dolce efcon dal cuore mainfeftamente di- vife in tre tronchi . E di più nell'anaftomofi de' due rami dell'arteria defcendente vifi fcorge qual- che poca di differenza tra le Tartarughe d' acqua dolce 5 e le marine 5 il fimile avviene nelle Tarta- rughe terreftri Tu'v.j, Fìg, 5.^6. La vena cava , che riporta il fangue al cuore in tutte le razze di Tartarughe 5 s unìfce all' auri- cole di eflb cuore con un largo feno , che fi divide in fei principali tronchi. Di due diquefli tronchi, che fono i minori, e fbn fituati nel mezzo adi al- tri quattro, uno entra nel polmone deflro , l'alrro nel fiaiftro* Degli altri quattro tronchi due fono afcea- 64- ' OSSE^FAZ. ANATOM. afcendenti , e due defcendenti 5 i primi andando alla volta del collo fi didribuifcono in più rami 5 al- cuni de' quali vanno alle zampe anteriori , ed altri al capo. De i due rami defcendenti il deftro cam- mina alla volta del fegato 5 e paflato effo fegato, ferpeggia fuperficialmentenel lobo deftro del poi* mone , e pofcia fi divide in due rami , che vanno a trovare i reni . L'akro ramo defcendente , che è il finiftro s'impianta con folte ramificazioni dentro il fegato Tal/, 7. fi^, 4* E qui rammento a V. S. Illuftrifs. chcjfc l'ar- terie fono corredate di grofle, e refiftenti tuniche, pel contrario le vene anno le tuniche a tal fegno fottili 5 che fono trafparenti y onde in tutte quante le vene delle Tartarughe fi fcorge fempre eviden-^ temente ondeggiare tra il loro fangue freddo una gran quantità ài bolle 5 o gallozzolette d' aria , il che non fo, fé da alcuno Scrittore fia mai flato of- fervato. Quefto fangue delle Tartarughe, che è fempre attualmente freddo 5 conforme ho detto , fi rappi- glia nel modo appunto come h l'alerò fangue di tutti gli altri animali. In tutte quante le Tartarughe , e particolar- mente in quelle d'acqua dolce, è cosi chiara , e ma- nifeftala circolazione del fangue, che da chiunque, che riottofamente volefie negarla 5 può con gli oc- chi proprj efler veduta ? fé vorrà aprir viva una di que- VT GIOVANNI CALO EST. 6^ di qiiefle fiuWcttc Tartarughe d'acqua dolce; iirir perocché iìITando lo A^uardo nelPerterno del cuo- re , fc orinerà il fan"ue man ifefì amente entrare nel cuore , e da eflb cuore pur manifcftamente eflere fpinto dentro l'arterie : Ed oltre di ciò, fé vorrà edere curlofo , potrà fare altre oflervaxioni intor- no al moto del cuore, e delle auricole , giacché le Tartarughe fono animali robufti , e molto più del credibile refiftenti al morire. lo per me ho veduto chiaramente , e fenra^ difficoltà veruna , che l' auricole non fi muovono nello fteflo tempo , e nello fteflb modo del cuore : imperocché quando il cuore fi fìrigne , T auricole Ti dilatano ? e dilarandofi s empiono di fanguO fomminiftrato dalle vene. Pel contrario mentre il tuort fi dilata , 1' auricole (\ coftringono , e pre- mono, e iraniano dentro il cuore quel fangue^che riceverono dalle vene >c quello fangue entrato nel cuore 5 fi fcorgc evidentemente eilere fpinto dalla preflRone del mufcolo del medefimo cuore nell* ar- terie. E fcmpre con certezza mi è parfo, che l'ar- teria magna non fi coftringa , ne fi dilati nella.* maniera del cuore , come alcuni Valentuomini del Tecolo pafì'ato crederono; ma bensì, ch'ella ftia 'fempre naturalmente aperta per ricevere il fangue, ne vi s'oflerva fc non la tumefazione prodotta dal fangiìc in qut! tempo , che vi paffa. ■-. - Nelle Tàrurughc d' acqua.dolce ho oflervato ' - I edere C6 OSSE'RVAZ. ANATO M. eflere il moto del cuore naturalmente più frequeiv te, che nelle terreftri. in una di quelle il cuore in un quarto d* ora fece dugentonovanta pulsazioni 5 ed il cuore in una delle terreftri ne fece folamcnte dugento nello iteffo fpazio di tempo. Non è credibile quanto duri il moto del cuore in tutti quefti animali , dopo che fono fiati aperti, e per così dire fcrattati , e guafti. In tutte quelle Tartarughe di mare , che per effetc fiate molto , e molto tempo fuori dell'acqua falata, mi fono arri- vate alle mani y qua fi che di(ìì mezze morte , ho veduto per ventiquattro ore , per trenta > e per ^trentafeije talvolta anche per più , durar qualche xefiduo di moto nel cuore , e particolarmentcji nell'auricola deftra > la quale continua a muoverfi qualche tempo dopo > che il cuore fi è totalmente fermato > e ciò non folamente avviene nelle Te- ftu2<^ini marine , ma altresì nelle terreftri > ed in quelle d'acqua dolce > ed ancora in alcuni altri ani- mali quadrupedi. E di più in tutte le generazioni di Tartarughe ho notato , che 1* auricole con«;inua- no il moto ancorché fieno fiaccate dal cuore > "e da tutti gli altri vafi . In una Tcftuggine d' acqua dolce , avendo le- gati tutti i canali fanguigni del cuore, tagliai , e cavai fuor del corpo ii cuore mcdefimo, e perchè io avea a belli jirova lafciatc fofpefe, ed attaccata alla vciKi cavai' auricole >offcr vai di lì a poco, che 1 effe VI GIOVANNI CALDE SI. Cy effe auricole divennero turgidifTìme ài fangue , e particolarmente la deftra , e nel tempo d'un mezzo quarto d' ora fecero trecentovenii pulzazioni , e— i durarono a farne per più di trcnt' ore , ancorché neir ultime fi muovelTero adagiffimo , ftcntata- mcnte^econqualche notabile intervallodi tempo. Lcsai fimilmente tutti i vali del cuore in un al- tra Teftuggine d' acqua dolce , ma a quefta nom.* iftaccai il cuore , ed ofìcrvai , che le pulzazioni delle auricole erano molto più frequenti di quelle del cuore. In un mezzo quarto d' ora ne contai dugentoquaranta nell' auricole , e nel cuore fola- mente centottanta. In tutte le Tartarughe tanto terrefiri , ch^^ d'acqua dolce 5alle quali io abbia legati tutti ivafi del cuore? ho immediatamente ofTervato un fiuffo, e rifluflb di fangue dentro la vena cava, cioè dalla vena all'auricola deftra , e dalF auricola alla vena. E come [opra il lito un mohil mare Or 'viene ^ or ^a , ne mai tiene un 'viaggio» E la vena in tal cafo per cagione delf interno moto del fangue fi muove nella fteifa maniera , e tempo dell'auricola deftra , e tal fluflb , e rifluftb di fangue , a mio credere , è quello , che rende il moto nell'auricole più, o meno accelerato : e talo- ra 5 ancorché non fempre , ho pofto mente ? che legata la vena cava in vicinanza del cuore , ceflL. il moto dell' auricola . I 2 Anco 6S OSSE'B^AZ. ANATO M. Anco il cuore ftrapparo , e tenuto lontano da* fuoi canali fanguigni continua per qualche tempo il fuo moto. In alcune Tartarughe terreftri l'ho veduto du- rare a muover fi fpontaneamente fino a tre ore in- tere, ed in altre qualche tempo di più. Ma in due altre pur terreftri in tempo di (late frappato , e feparato totalmente il cuore da* fuoi canali ,6 dalle auricole tofto cefsò di muoverfi, e folamente quan- do io lo toccava col dico ripigliava il moto ^ ma con una fola femplice battuta , (enza arrivar mai alla feconda , e continuò in quefta foggia per quattro ore, e forle di vantaggio. Ancora in un Daino provai a ftaccare il cuore da' fuoi vafi , e vidi cef- lare immediatamente il fuo moto , ed altro moto più non fi fcorgeva , {e non qualche refiduo di quello delle fibre del mufcolo del medefimo cuore. In una di quelle d' acqua dolce Ibccai fimil- mente il cuorejil quale dipoi fi movea con un mo- to così ordinato , come fé per ancora folle attac- to a proprj vafi : ed offervai , che in termine di tre quarti d' ora fece cinquecento venti puliazionj, ed in termine d' un'ora ne fece fettecentodieci . E nello fpazio di quell'ora ogni volta , che io vede- va indebolire il moto di elio cuore , lo tuffava fu- bito ncll acqua pura naturalmente frefca, e pofcia cavatolo vedeva manifeftamente tanto quanto rin- vigoritone il moto. Quafi l'Uìefso fattomi è acca- duto ofservare in un Riccio terreftre • Non Vi CTOrANNT CALDESI. 69 Non credo fi trovi animale quadrupede veni* no , che viva tanto tempo fen^a cuore > quanto vivono le Tartarughe. Quella foprammentovata d'acqua dolce, alla quale allacciai i vali del cuore, campò quarant'ore. Due altre pur d* acqua dolce viiTero due giorni interi fetida cuore, e nel princi- pio camminavano francamente , ed il fimile mi è avvenuto nelle terreftri^che mjlto più certamente farebbon campate , fé io vi ave'Tì p^ila qualcht-j diligenza p'ù minuta , e premurofa. Egli è però nece(rario da faperfi , che prima di (laccare il cuo- re, bifogna allacciare i vaCi fanguigni , perchè non lo facendo , non durano le Tartarughe cosi lungo tempo in vita in riguardo alla grand' effufione del fangue. Mentre io faceva quefte ofìTervaz-Ioni , moltif- fime volte, cefìaro affatto il moto del cuore, e del- le auricole, V ho veduto di lì a poco ritornare nel- la maniera di prima 5 e quelta è cofa ordinariflìma, che giornalmente avviene- Mi appportò ben maraviglia ciò, che un gior- no mi venne accidentalmence olfervaro in quel Taflb, come V. S. llluftrifs.mokoben fi ricorderà, che nella deliziofa Villa di Caltelloebbi l'onore óì notomiz:z,are vivo alla prefen^a ddSeremfs, LYmripe Gio: Gafìone mio Signore, Principe 7 che nel primo fiore della Aia giovinezz,a , con universale maravi- glia, oltre alla generof^i gentiki^a del genio, è or- nato 70 OSSE'KVAZ. ANATO At, . mto di tutte le più alte, e le più belle fcienté^che ad un'animo Reale fi convengono. In quedo Taflb adunque circa tre ore dopo > ch'egli fu morto ,- vidi ritornare il moto nel cuore nella Tegnente maniera. Già io avea oflervato per un'ora conc inua elfo moto , ed efìendo ceffato affatto, mi mifi a feparare tutte l'altre vifcere del ventre in* feriore 5 eccettuatone il fegato. Separate che l'eb- bi, ed allontanate dal fito naturale, mi mili intorno al fegato , e vidi un groffo ramo della vena cava defcendente , il quale ufcito dall' auricola deftra^ del cuore 5 entrava dentro la fofhnza d' uno de' fci lobi del fegato , e perchè il ramo era aflai pieno di fangue , mi venne in penfiero d' aprirlo , non per farne ufcire etTo fangue , ma bensì per introdurvi un fifone , e darvi il fiato > il che fatto con l' im- pulfo di efib fiato , e con la preflionedelle dita fpinfi dentro 1' auricola una gran parte di quel fangu^-i contenuto dal ramo , ed entrato che fu quello fan- gue dentro l'auricola 5 e dentro le caverne del cuo- re, fubito non folamente l'auricola, ma ancora f ilkf- fo cuore cominciarono a muoverfi con moto aflai frequente . Cotal moto frequente durò per bre- vidimo tempo j quindi fi fece più ordinato , e po- fcia appoco, appoco fempre più tardo a tal fcgno, che in fine da una puliaziione all' altra vi correva notabilidìmo intervallo di tempo. Ma ogni qual voltaiche di nuovo io premeva alla volta del cuo- re qua!- DI GIOVANNI CALDBSI. ji re qualche poco di fnngiie rimafo nel ramo della mentovata vena cava defcendcntc , di nuovo l'au- ricola 5 ed il cuore ricominciavano a muoverli . Ri- cominciavano parimente a muoverfiocni qual vol- ta o con le dita > o con qualfivoglia altro fru- mento io toccava il medefimo cuore, e la medefima auricolare tal faccenda continuò il tempo di ott' ore I polmoni in tutte quante le Tartarughe fono, divifi in due foli lobi 3 uno ftà nella deftra parte , l'altro nella finiftra , e fono così lunghi , che con la loro eftremità toccano la fuperficie de reni , e gonfiati empiono tutta quanta la cavità del ven- tre 5 formato dal gufcio , o feudo fuperiore (iella.» Tartaruga 5 e feccati fono trafparentiflìmijper effer comporti d'infinite piccoliffime vcfciche ammaffate infieme tutte ancor'efse trafparentÌ5e di più tanto qucgH delle terreflri, quanto quegli delle Tartaru- ghe d' acqua dolce fono internamente fcompartiti in molte celle 5 ofeni 5 che nella parte laterale eter- na per lo più fogliono numerarfi fino in otto , e^j nella parte laterale inierna fino in cinque Ta^v. 8. L'afpera arteria delle Tartarughe marittime co- mincia con un fol tronco alquanto deprefso , fab- bricato di trentotto anelli cartilaginei tutti interi, pofcia fi dirama in due tronchi , ciafcuno de*quali, prima d'entrare ne' polmoni, è comporto di venci- fei , e talora veatifecte anelli . ^ Ciafche- 7i 0SSE2{FA2r. ANATO M. Ciafcheduno di quefti due tronchi entrato nel fuo proprio lobo vi cammina internamente a linea retta dalla bafe fino all' eftremità della punta del cono ; efsendo che i polmoni delle Tartarugh^^ marittime a mirargli efternamente fembrano due grandi vefciche in figura di cono , nella bafe delle quali entra il tronco dell' afpera arteria , ed efso tronco, fecondo che più s'avvicina a^la punta, più s' afsottiglia , e aperto per tutta quanta la fua lun- ghezza 5 e dirittura fi vedono in efso mokiffìmi fo- rami a fegno tale, che nel dcftro tronco ne contai più di centotrenta fra grandi , e piccoli , e tutti quefti forami fono il principio de' bronchi minori, e trafverfali, che fi ramificano in altri infiniti bron- chi minori , e minimi , e tutti quafi chiaramente comporti d' anelli , e di mufcoli intercartilaginei Ta^tf, 8. fi£. 4. L' afpera arteria di quelle d' acqua dolce co- Hìincia anch'efsa con un fol canale ? e di un fol ca- nale fi conferva per tutta la lunghezza del collo ; dividendofi pofcia in due rami entra ne* polmoni, non alla bafe 3 ma poco fotco di efsa Ta^u, 8. F/>. 5. ed internamente ù fpande in infinite mmutifiime ramificazioni? che intefsono a foggia di rete le pa- rieti delle cavità , e cellette de medefimi polmoni Ta%f, 8. fi£* IO. Ma y afpera arteria delle Tartarughe terreftri s'ofscrva di figura totalmente diverfu dalle fud- dette DI GlOFANKl CALDESl. 75 elette 5 imperocché fi divide quafi fubito in dwz^ lunghi tronchi , che quando la Tartaruga tiene la tcfta rimpiattata dentro il gulcio fi ripiegano , e fanno appreflò a poco la figura della lettera S. Taxf. 8. Fig. 5. e ciafcuno dì quefti lunghi tronchi entra nel polmone poco fotto la bafe , come ho detto di quelle d'acqua dolce > quindi con un di- ritto 5 e largo canale va fino alleftremità di elio polmone non camminando pel mezzo di efib , ma da uno de lati , eh' è T interno . Aperto per lo lungo quefl:o canale fi vede per tutta la fiia lun- ghezza traforato lateralmente da molti forami , i quah forami danno l' ingreflb in altrettante celle de' medefimi polmoni , fatte a foggia di facchetti di rete ; e quefte fiefle celle , o facchetti reticolari non folamente rifpondono T uno nell'altro ; ma fi dividono ancora in alcun' altre cellette, o ficchetti minori pur' anch' efli intefiuti a rete , come quegli delle Tartarughe d'acqua dolce Ta^v. 8. Fig, 12. L'offo Ioide, che fl:à fortemente attaccato al capo deir afpera arteria s' oflerva in tutte le razze di Tartarughe di differente figura Ta^. 8. Fig. x. 2. e 5. La lingua delle Teftuggìni , particolarmente»^ quella delle terreftri, è come quella degli altri ani- mali, cioè mufcolofa, e veftita efternamence d'una tunica affai groffa , e glandulofa -> non lifcia, ma è di mulcipiicata fuperficie , e per lo piìi temperata K di fol^ 74 OSSE'BJ^^AZ. ANATO M. di foltilTìme papillette lunghe > e fotcili Tax/, S^ fif, i^. Sotto la lingua Ibnno lateralmente polle due glanclulc quafi riconde , compolle d altre pici»^.. cole^glandulcrte^ciafcuna delle quali ha il fuo pro« prie canale efcretorio , e tutti quelli canali efcre- lorj sboccano in un canale maeiiro, il quale mette foce in vicinan7,a delle radici della lingua. Allontanate dal gufcio tutte le vifcere ? refta* no da confiderarfi in tutte le forte dì Tartarughe certi lunghi mufcoli , alcuni de quali fervono ad allungare 5 altri a nafcondere il collo , ed il capo fotto il gufcio , QueiH mufcoli fono fei. Due de' quali , che fono i più lunghi , ed i più robufti , con una loro eftremità ilanno attaccati all' ultime vertebre del dorfo 5 e con T altra y eh' è affai tendinofa , s'attac* cano al principio dell' ofl'o del palato. Gli altri quattro mufcoH> che fono aflai mino- ri, con un eftremità flanno attaccati verfoT ultime vertebre del dorfo» e con Taltra a quelle delcollo, dove (ì vede ancora un bizzarro intralciamento di tendini de' mufcoli propr; del coWoTa^, 8. Fig, 8. Il cervello di tutte quante le Tartarughe è di mole cosi lieve , e piccola , che in una marittima di fettantanove libbre il cervello fuo non arrivò al pefo di quattro denari , eh' è la fcih parte d' una nuferabiie oncia , come racconta V» S» Uludriis* nel fuo Libra dc?li Animali ^vi venti y che fi (raz/am - ** * 1. mgU VI GIOVANNI CALDE SI. 7J fteilì Animati 'vì'ventì , dovè fa menz,ìone del ceN vello di varj pefci , e quefto l'ho anche io molte volte toccato con mano in altre Tartarughe marie- t ime > da me più , e più volte notomiizate . In una Teftuggine terreftre > che pefava dut libbre, e quattr'once , offervaijche il cervello fuo appena arrivò al pcfo ài fei granii e quattro grani pesò il cervello d' una di quelle piccole d* acqua.» dolce, che pcfata non era più che una libbra. Ma fé la mole del cervello delle Tartarughe è così piccola , non avviene cosi nella fpinale mi- dolla : Imperocché a proporzione del cervello è molto groifa 5 e gro(Iì lono parimente i nervi tra* fverfali , clf ella produce. Inoltre effa fpinal midolla verfo le prime , ed ultime vertebre del dorfo in^roffa norabilm.entci ("come avviene in alcune razze di pefcij con due protuberanze di figura romboidale Ta^v» 2. Fig,<^. e da queile protuberanze premure gentilmente cori le dira ho alcune volte veduto ufcir fuori qualche piccola porzione di fugo nerveo (lagnante dentro di else , e quefta puof efsere la cagione , che le Tartarughe ? ed im particolare le terreftri vivano molti giorni fenzatefta, e campino lungo, elungo tempo lenza cervello ,6 fi muovanole alcune cam- minino franca niente 5 e fien campate fei mefi interi non perdendo mai h forza del camminare libera- mente aior vt.^lia , e del lare cgn altro m.oto > K 2 avendo > ja OSSE'^TAZ. ANATOAJ. avendo V. lllufliifs. fopra di ciò favellato bafl-an- tementc nel fuo Lihyo degli Ammali 'viuentì , che Ji frollano negli Animali ^'iuentì ^ con 1' occalìone d'a- ver fatte moke belliflimeefperienze intorno le Tar- tarughe, animali cosi refiilenti al morire , che le- vato da me ad una Tartaruga terrellre il gufcio di fotto, e pofcia cavate fuori dal ventre tutte quante le vifcere infieme col cuore medeiìmo , eccettua- tone i polmoni? e collocata la Tartaruga col dorfo in terra 5 fei ore dopo qucfta operazione , la Tar- taruga tanto fece , che da per fé ftefsa fi rivoltò col corpo verfo h terra 5 e cominciò francamente a camminare , e durò a mantenerfi viva circa due giorni jed il fimile m'è accaduto di vedere in mol- tiffime di quelle d' acqua dolce , che a tal' effetto mi furono generofamente donate dal Serenifs, Sig. Principe Ciò: Gajìone mìo Signore, avendo fperimen- tato 9 che quelle d'acqua dolce fono anch' efse re- fiftenti al morire quafi quanto le terrellri , e que- fla cosi lunga refiiienza al morire 9 che s oflerva in tutte quante le Tartarughe fu il principale mo- tivo, che mi fpinfe a dare un'occhiata nel loro in- terno 5 per tanto con ogni più riverente ofsequio fupplico la fomma benignità di V.S.IlluIlrifs. a vo- ler gradire, e neli'iilefso tempo proteggere quefte mie prime piccole fatiche, le quali fé faranno con la fila folira gentilezza gradite, potrebbe tfsere, che ad altre di maggior frutto mi fervifsero di guida ; giacche DT GIOVANNI CALDESI. 77 giacché in quelle prime non mi fono arrifchiato a Scrivere Te non quello , che ho veduto , tralafcian* do a bella prova quelle fpeculati ve confe^ guenze ? che dal veduto fi potfebbono dedurre , e ricavare , concioflie- cofache non mi fento per an- cora r ali baftancemence crefciute a tanto volo» IL FINE i^ APPRO- 73 APPROVAZIONI. Il Molto Rev. Pad! Maeftro Fri Gregorio Tonelli fi compiaccia; con la Tua folita diligenzadiriconofcerc,feinqiiefteC)/Jeri;.?:^/ow Un^tomiche vi fi ritrovi cos' aIcLina,che repugni alla S. Fede Cauol. ed a' buoni coftiin^i , e referifca . Data 2Ó. Aprile 1587. 7t^:ftino , Fig, VII, a. P'efcica della bile del Tajjo, bbbb. quattro canali epatici y sboccanti mi mez^zo del L 2 canale g4 canale cìjìico, c^dutto cìfìlco, i,dutto comune della htle^ the mette capo neli intc(ììno duodeno due dita tra'verfe lontano dal piloro, Fif^.F^UL a. Vefcica della bile delU I^ontra , animale amjihio, bicanale cieco , che s' offeriva nel principio del dutto cijìico . e. il dutto ciflico . dd d. duttl tiliarj epatici , che in cjaejìi animali fono vuoiti fsirni, e. doz^e s' umfcono tutti i fuddetti canali epatici, i, feno formato "verfo l' eflremitli del cìftico . g. dutto pancreas tico, h. inteftino , i, comunicazione di d%e canali hi* liarj epatici. Fig. IX, a. l^efcica del fiele della f^olpey [opra la quale ferpeggiano alcuni piccoli e anali fanguigni . b. dutto ciftico, cedue canali epatici, d. dutto comune della bile , che 'va a fcaricarfi nel duodeno circa tre ditd tra't'erfe lontano dal piloro^ camminando trauerfalmen* te neW inteftino tra tunica , e tunica lo fpazio d' un dito tra'vcrfo^ come fi 'vede nella mcdefima figura fcg nato Q, f, porzione dell' inteftino duodeno . Fi?, X, a. F^efcica deU la bile del Porcellino dell' India . b. dutto comune , che f% dilata prima d' entrare neW inteftino. ce- due canali £p Alici ^ che Tjanno a fcaricarfi nel mezj^ del ciftico ^ do-- i;e detto ciftico forma un feno ^oca vita . Fìg, XI . a. Kb- fcica della bile dell' Anguille ^ la quale fta attaccata parte al fegato^ e parte allo ftomaco . b. lo ftomuo . e. dutto hiliario epatico. Fig, XI J, d. canale biliano epatico del Topo caf alino f che non ha U "vefcica del fiele , C. /«- teftino, Fig, XI II, a. Ve f cica del fiele del K^ccio terre* ftre 5 che fta attaccata al fegato per mez^ una fottilifsi' Wii efpanfione membranofa . b. dutto comune della bile . ce. due 8j ce. d^e canali epatici shoccanti nel mez^ del cìftìco . Fi^^, XlV, Fefcica formata dall' olio di zolfo infufo dcti" tro la bile • TAVOLA SESTA. Flg, L Le partì geyntalì dclleT artaruuhe d'acqua dolce, a. la ghianda del membro . bb. due lunghi mtifcoli del membro . e. canale fanguigno, d.'vefcìca dell'orina , ee. / reni, f f. i tefticoli con i fuoi epididimi . oo, ftrìfce di color dorè attaccate a reni . Fig, //. F'o'vo della Tarta- ruga terreftre con la Tartaruga dentro non nata, Fia. Uh a. Vescica dell' orina delle Tartarughe terre f tri di figurai Jtmile aduna gruccia , dd. canali degli epididimj , fciolti , e feparati, ce, papille de' mcdejimi canali^ che sboccano nel collo della 'vefcica , Fig, IV, Vonjo della Tarta^ ruga terreftre fiaccato dall' uo-vaie , con le fue tuniche jepara^e, Fig, V, Ahmhro genitale delle Tartarughe terre firi, aa. due aperture -^ per le quali meffo il fifone^ fi n^eàe immediatamente gonfiare tutto il membro, bb. due mufcoli , che fewono all' ifteffo membro genitale , ce. i due corpi fpugmft . ee. due flrifcc di color dorè attaccate a reni , che fanno la figura de' reni fuccentur iati , f.v^- teria emulgente , g. la "vefcica dell' orina , hh. / reni coìì gli ureterj , che sboccano nel collo della njefcica, h, fca^ nalatura del membro , Fig, Vi, a. Vcfcict delH orina deU le Tartarughe muine , b. // reno dejìro , e. due papille de canali ureterj , che sboccano nel collo della 'Z'efcica. à, canale uretere dslrem d^ftro, e. l'altro cabale are* nre 85 tere con tutte le fue ramì^carjom fpzrfe nelle flanduh del renojtnijìro, Fìg.l^IJ. Vcfiìca gonfiata delle Tar^ tarughe d' acqua dolce. Fig, VFIL 'F^no deflro della Lontra, a, tronco dell' art crìa em'dgente , h. canale ure^ tere, Fig, IX, LJ uox/ate delle Tartarughe terre(ìrì„ aa. la cloaca aperta, b. la clitoride , ce. mufcoli della clitoride, dd. gli uteri » ee. bocche de i due uteri ^ ff. fpanfione memhranofa , alla cjuale fiatino attaccate y e fofpefe l'uosa, ^g. aperture degli o%>idutti per do'VC' entrano l'uoT^a , h. calice tro'vato neWm'vaìa deflra^ TAFOLA SETTIMA. FIG, I, Il cuore con tutte l' arterie delle Tartarughe marittime . bb. /' auricole del cuore , e. porzione tendinofa , con la quale il cuore fta attaccato al fondo del pericardio, d, l' anajìomo/i dell' arteria magna de* fcendente» ee. arteria pulmonaria , ff. arteria magna dcfcendente, g. arteria magna afcendcnte , hh. rami dell* arterie axillari , ii. tronchi d' arterie > che Tranne al- la *volta del collo, k. I. m. tre principali rami d arterie^ che 'vengono prodotti dal ramo ftnifìro del f arteria magna dt fendente -i il primo di efsi 'va ad iwpiantarjt nei 'ven- tricolo j il fecondo 'va alla 'volta del pancreas ^ e t ul- tirno fe^nato m. *va nelmefenterìo, nnan. rami traf'ver" Cali tìf' arterie , che s' attaccano alle 'vertebre dorfali , OO. altri rami trafveyfali deli arterie emulgenti , pp. ra- mi d' arterie j che 'vanno alla Sfolta delle z^ampe pojìe- riori • q. arterie , che 'vanno 'verfo i altre parti infe- riori . 87 rtorì, fìg. f]. Arterie della Lontra, a. arteria pulmo^ narìa, h- arteria magna, z, comunicazione tra l* arteria magna y e l'arteria polmonaria , d. arteria magna afcen^ dente, eee. raynìficazjoni dell' arteria pulmonaria de' quat-- tro lobi del polmone deflro, ff". altre ramlficaziim della mede/ima arteria pulrmnaria del polmone fmifìro di'vifi in due foli lobi , gggg. rami traf^verfali d' arterie pro- dotti dair arteria m^gna dcfcendente y i anali rami tra- fx'erfali 5' attaccano per lo pili alle 'vertebre del dorfo , e nelle Lontre fogliano ejjere -ucnti paia. hh. rami et ar~ ferie 9 che parte di efsi "vanno ad inferirji nel me [interior egli altri "vanno ad altre parti circon'vicine , ii. arterie emnlgenti, kk. arterie t che 'vanno alla 'volta delle zam- pe pofteriori , li. arterie 5 che 'vanno ^verfo Ì altre parti inferiori, Fig, FU, Tutte l' arterie della Tartaruga ter^ reftre, a. arteria pulmonaria, b. arteria marna afcen» dente , e. arteria magna defcendente , dd. arterie axil- lari, ee. ramifìcaioni dell' arterie carotidi, f. ^. dus principali rami prodotti dal ramo fini f tro dell' arteria ma» gna defcendente y alcuni de (juali 'vanno ad impiantar/i nello ftomaco , altri nel pancreas 5 ed altri nel mefente* rio, hh. rami traf%^er fall dell'arteria emtilgente, ìì.ra» mi d'arterie , che fi diffondono nelle parti e freme della Tartaruga terre ftre , kk. rami d'arterie^ che 'vanno al- le lampe pofteriori. fig, IF, a- Il cuore delle TartarH'" ghe d' acqua dolce , bb. le due aurìcole dd cuore . e. porzione tendinofa , con la quale il cuore delle Tarta* rughe fuole per lo ^'m ftar attaccato ai fondo dei pericar^ dh. 88 ^io 5 e quefta jiorzlone te'nàìnofa talora f fcompanìfce i>f tre t e au.-ittro jìlt pur tendinoft , conformr in quefr-ji me- de fima figura s oijer'va,, d. r ami Jlc azioni di ojcncy che fono fttuate dentro il lobo femjìro del fig^-to , ee. %fena ptdmortaria, ii» 'vena, ca^va defcendente, gg. le njene emidgemi . hh. raxyìì della 'vena ca'V^ afcendente . Fig, V", Vene , che [corrono [oprA il perito^ neo delle Tartarughe terreftri, aa. 'vene 5 che cirtgono a foggia di corona i mufcoli delle z^ampe anteriori, bb. ra^ mi di 'Vene , che tfcono dal fegato, ce. le due ^ene pA" ralelle . dd ^ene , che 'vanno alla 'volta delle zampe pojìeriori. ec. altre 'vene^ che 'vanno all' altre parti tn* feriori, Fig, Vi. l' arteria magna defendente di quelle d acqua dolce, a. b. e. i tre rami d'arteria prodotti dal ramo finifìro dell' arteria magna dcfcendente 5 / quali tre rami ^vanno ftmilmente alcuni allo jìomacoy altri al pan* creas , ed altri al mefenterio. Fig. VI/, gianduia ^ che p tro'va in tutte le Tartarughe fttuata la deve l' arte" ria magna afcendente fi divìde in più rami, FlGVRA OTTAVA. FIG. L L' ojfo Ioide delle Tartarughe marittime . ■ Fig. II. Di quelle terreftri , Fig, III. Di quelle dt acqua dolce . Fig. JV. L' afpera arteria con i fuoì hro'/jchi y e ramificazioni de' bronchi delle Tartarughe ma-- rittìme. Fi?. V, L! afpera arteria di quelle tcrrefirifa' cendo tal figura quando tengono il capo ritirato dentro il gufcio. Fig' VL L' afpera arteria con i polmoni di quel^ le d'acqua 8p le ^aajuA dolce, i. 2. 5. 4. 5. ^. 7. 8. cellette de' poi- momfatteafoggut de' face betti di rete. Fig. VII, GUn^ dtdci lacrimale delt Angolo ejìerm dcW occhio delle Tar^ tarughe marine. 2l. canale efcretorio . Fig. Vili. Intrec- cio de tendini de miifcoli del collo delle Tartarughe tanto terrejìri , che d' acqua dolce . Fig. IX. La rnemhrana nittitante delle Tartarughe mariiìe, aa. efìremtk late» randella detta menìirana-. b. tendine biforcato del mu^ fcolo ) che fer-ve al moto della fuddctta membrana . C. gianduia , che fi trotta attaccata alla membrana nit^ titante. d. ilmufcolo^che m'^o-ve la memhra'ia [addetta. Fig. X, La rete de polmoni delle Tartarughe tanto ter^ re/tri, e he d^ acquea dolce. Fig. XI. Aìembrana nittitantc delle Tartarughe terrefìri , e d' acqua dolce . a. la mem^ hrana, b. gianduia attaccata alla membrana, e. ten^ dincy che tira la membrana, d. e. £ mufcoli , che fer^ fvono al fuo moto . Fig. XIL II lobo finifìro del polmone delle Tartarughe terref ri . Fig, XlJl, Papille della lith» gua delle Tartarughe terrefìri, TAVOLA NONA. FIG. I. a. Polipo trovato dentro il cuore d'un cada-» 'vero morto di pleuritide . b. tronco del medeft^ mo polipo 5 che entra^va dentro /' arteria pulmonaria . e. altro tronco^ che fi dirama'va tanto nella "vena ca^va afcendente 5 che defcendente . dd. radici di detto polipo 5 con le quali Jìa'va attaccato , ed a^witicchiato alle co- lonne cartjofe del {uore. Fig* lì, a» altro polipo trovato M iìf »- ^ Po « !> quelfanm in un altro cacìa'vero . b* ^i;irrf flt ej^ ^^* lipo y che occupala l' auricola Jtnifìray alla (juale fìa-v^ tanto y quanto attaccato per mezsp ^/t«»^ fattili fsimi fili mcmbrannfi , come dimoflra la figura, co barbe ^ con Is quali s atsacca'va alle parieti del cuore, d, arteria ma-^ gna accendente , do^e il polipo entra'va con i^^^^o^o tronco . ec. ramificazioni del polipo y che intafa'vam l' /arterie axil* lari y e quejìo ìntaf amento prodotto da rami del polip9 tuo tal'volta ejjere una delle cagioni dell' intermittenza del polfo , Fig, UL a» altra fi^gura di polipo, h, porzione di cjjo y che entrala dentro t auricola dejìra. ce, rami" ficationi del medeftmo^che cccupa'vanoi canali fanguignt'm dd, radici , con le quali fi tro'V^ talora il polipo jorte^. mente attaccato aW interne parieti del cuore , fig, iV, Polipo tro'vato iiì un cada^vero d' una fanciulla d" anni fcdici in circa , // qual polipo ymeffo neW acqua pura y'VÌ(U immediatametìie galleggiare J ci principali rami maggiori^ ihe fi di'vide'vono in altri minori , ed i minori in altri nummi , e capillari , come dimofira la figura, a^, barbe awiticchiate del medcfimo polipo, Fig, V, a. Polipo ^ che pefax/a due once y e mez^, b. parte di ejfo y che s inferiua dentro t auricola de[ira , cc» ramty con i quali fia^'a fitto dentro le ca'verne del cuore , d, 'vena caxfO- afcendente, e, "vena ca'va defcendente, £ arteria puU monaria con tutte le fue ramificazioni fparfe ne* lobi de polmoni , g. trofico del polipo y che entra-z/a dentro la 'ver na cava dcfcendente . h. altro tronco più minore fitto dehr tra la "vena ca-va afcendente ^ i, altro ramo del folipOf che 91 che entra'va dentro l' arteria pulmdmna ^ Ft<^» VI, Ft^ pur A d altro polipo tro^jato in un cadd'vero d' una Dofi^ tta d'anni cinquanta in circa morta dipleuritide^ mejjo ilpoli^ pò a galle^iarenell acqua ^ft fcorgcva diramato in molti rami , no've de quali erano i principali , che tra di loro s intralciavano , come fi "vede nella figura * Ho proTjato a cuocere i polipi dentro dell' acqua , dì-' rvefttano più bianchi , e pia duri affai ^ e fi fcorgono per un ammajjdmento fibxofo , come tale apparifce ancora quella cotenna ^ o gelatina ^ che fi fepara dal fangue ogni qual "Volta abbia anch* ejpi bollito ne II' acqua . Tenuti i polipi dentro dell'acqua , dì'ventano bianchi fsimi , come Cogliono fare tutte le ^vifcere tenute a mollo dentro di ejfa. Provai [opra ad alcuni polipi ad infondere dell* Acqua arzente^ dello Spirito di Vetriuolo^ e dell'olio di ^olfos ma non conobbi in efsi polipi mutazione alcuna notabile , L A F S D E O. ' ^ t^^ %^ i ^ ,» J^ "J".' • e % X% '{ tS^ % .»■* X J*5r«*s V' J^" Jauola }'n'imcL * -» CAiv:;. ^/^, u CAI 'Y sjauola ^itartcL "^ ^é^T^^^M'^^^tK^' >s. «rfl\; ^^[] .«•^} ''^^ir?- •V-v «v^ V HA! MA USA ^auoicL QjettimcL MCE Lli^xARY / JauoìcL (yttauoty !•' / 'a **■ \ «, •^H ^auoiCL II oncL^ d ■MU^i^: i , 1 ■* ì li tM i/ ^• i ' e \ \ì^ctut^^o( V- ; ■ * \A. ■■ ■> , V W |-;^'.v/ V > ■^ m J j. ?.■> \* *■ - •it. '■'V # / ^' J WrtKBOib i^^ X ' / V , 4 1 M i^'ii j V U. 'l' ??f ^-^ "S"*' 3 ^-^ «S '1 ,y / ) -i. ■ .. " itir II I / «JsS'- i